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Visualizza versione completa : Aprica: calo di turisti dal 30 al 50 per cento


Abriga.it
14-08-14, 08:10
Dal 30 al 50 per cento di affluenza turistica in meno ad Aprica in quest’estate davvero insolita quanto a condizioni meteorologiche e freddo. Basta passeggiare per corso Roma, la via principale della località del passo che divide le due province di Sondrio e Brescia, per accorgersi della scarsità di presenze rispetto agli anni scorsi. Se alle impressioni si aggiungono i commenti degli operatori, il quadro è preoccupante. «Sicuramente il calo è non meno del 50 per cento, forse anche di più – commenta Corrado Polatti del ristorante La Stua -. Chiudiamo l’estate in rosso per cause di forza maggiore, fra crisi e tempo. Si lavora sì e no i due o tre giorni di Ferragosto e, al di fuori di questi, è un disastro. Per il 15 agosto se avessimo mille posti a sedere li occuperemmo tutti e il resto dell’estate, invece, si fa tanta fatica. E si consideri che nel nostro ristorante abbiamo 30 posti a sedere, non di più». E se, magari, qualcuno pensa che sia meglio andare in pizzeria o che molti preferiscano quella, un altro segnale è quello registrato domenica sera: alle 21,30 le pizzerie di Aprica erano già deserte, in un giorno festivo di inizio agosto. «Quindici anni fa ricevevamo prenotazioni per il ferragosto l’anno precedente – dice ancora Polatti -, oggi non è più così. Solo turismo mordi e fuggi che fa la fortuna dei turkish kebab più che dei ristoranti tipici. La ristorazione è come l’agricoltura: sotto terra. È una disperazione».
Sara Panatti, presidente dell’AC Unione Alberghi Aprica - Corteno Golgi, il nuovo sodalizio che riunisce 26 attività ricettive del comprensorio, non parla di numeri, ma conferma la tendenza al ribasso. «Quest’anno sono mancati, a parte i privati, anche i gruppi organizzati con i quali “tiravamo” il mese di luglio – dice -. Penso ai gruppi della terza età che non si sono spostati per via del maltempo. In qualche struttura si ospitavano anche comitive di ragazzi che pure sono mancate. Insomma stiamo lavorando molto meno dello scorso anno, quando il 21 luglio, con il caldo nelle città, la gente si era spostata in montagna. Sentivo, in questi giorni al mercato, qualcuno dire: “Se il tempo resta così, il 16 agosto me ne torno a casa”. Se non migliora da settimana prossima sarà ancora più dura».
Anche Daniele Cioccarelli del market Aprica conferma il calo. «A luglio è piovuto per 25 giorni, è naturale che la gente non si sia spostata – dice il negoziante che valuta l’afflusso dei turisti delle seconde case -. È stata un’estate assurda a causa del brutto tempo. Ora con l’avvicinarsi del ferragosto sembra di vedere qualcuno in più». Dalla macelleria Negri di via Roma si parla di una diminuzione del lavoro del 30 per cento, mentre il sindaco fa sintesi fra gli operatori della località. «Ho avuto un confronto con albergatori, esercenti, commercianti e società degli impianti di risalita – spiega il primo cittadino, Carla Cioccarelli – e in media si è calcolato un calo di presenze, che si tramuta di un calo di fatturato, del 50 per cento. È un’annata tragica. Oltre alla crisi, le cattive condizioni del tempo sono state determinanti e hanno dato il colpo di grazia al turismo. Se nelle città manca l’afa ed è freddo, nessuno in estate desidera andare in montagna. Lo si nota dalle piccole cose: oltre a case chiuse e alberghi semi vuoti, si vede poca gente nei boschi, pochi passaggi sulle funivie che le società degli impianti tengono aperte per portare gli escursionisti in quota. Noi cerchiamo di stimolare con una raffica di eventi, uno e più ogni sera, ma se la gente non c’è non sappiamo che altro fare». Tanto che il sindaco si dice preoccupato: «Ormai l’estate è passata e questo gap non lo si recupera più».