Abriga.it
20-07-14, 09:17
Tirano cittadina turistica? Non basta il flusso deltrenino del Bernina
per dire che Tirano sia una città turistica. Bisogna fare sacrifici,
ognuno con la propria attività. E poi serve un gruppo di giovani
competenti che, a livello provinciale, faccia conoscere la Valtellina.
Ne è convinta Paola Salis che, a palazzo Salis, è riuscita ad
accogliere, nel 2013, oltre 3.500 visitatori. In occasione di una
visita al museo, dove per tutto il mese di luglio è esposta anche la
mostra di fotografie legate al concorso Global Arctic Awards, Salis
parla dello «sforzo immane» che la famiglia Salis sta facendo per
andare incontro ai viaggiatori del trenino rosso del Bernina,
«perché la fortuna di Tirano è quella e lo sappiamo, ma non basta
– sostiene -. Nel nostro caso stiamo facendo il tentativo di tenere
aperto il palazzo con il percorso museale e le visite nell’orario di
pranzo dalle 10 alle 14. Il picco di turismo è in quelle ore, i
visitatori che si spostano da Coira arrivano verso 10,30-11 a Tirano e
ripartono verso le 15. È questo l’orario in cui la maggior parte
degli esercizi chiude, invece bisognerebbe fare uno sforzo tutti
insieme».
Palazzo Salis è aperto tutti i giorni da lunedì a mercoledì dalle
10 alle 14, da giovedì a sabato dalle 10 alle 15,30. La domenica è
chiuso, ma se ci sono grossi gruppi su prenotazione viene aperto anche
nel giorno festivo. Con questo impegno il palazzo lo scorso anno ha
superato i 3.500 visitatori, per metà stranieri e per metà italiani.
La maggior parte di loro è legata al flusso della freccia rossa, ma
c’è anche una parte di turisti, diretta in Alta Valle, che sceglie
come tappa intermedia Tirano e quanto di culturale la città offre.
Salis ritiene che non serva un progetto isolato per “fare” Tirano
turistica, ma un lavoro unanime. «I singoli disperdono le energie –
prosegue -. Io non seguo il calcio, ma ho saputo che ai Mondali era
apparso il logo Valtellina fra gli sponsor. Se andiamo a interrogare
la gente, anche solo in Italia, questa non sa neppure cosa via la
Valtellina. Bisogna avere idee chiare e unire le forze. Ho girato
qualche fiera all’estero e ho visto lo stand della Regione con
materiale sulla Valtellina: non serve. Bisogna mettersi insieme per
far capire cos’è la Valtellina, dov’è e cosa offre, altrimenti
si perdono risorse che oggi sono sempre più preziose». Secondo
Salis, che usa una terminologia aziendale proveniente dal suo passato
da manager, ci vorrebbe una task force per il turismo, ovvero
«selezionare persone giovani in gamba con le maggiori competenze e
conoscenza di lingua (almeno inglese e tedesco) per promuovere la
Valtellina. I siti internet devono essere almeno tutti in inglese e
tedesco, altrimenti come fanno gli *stranieri a consultare i portali
e trovarvi info in italiano? Qualche sito plurilingue c’è, ma anche
Tirano e le città della Valtellina dovrebbero seguire questa
indicazione».
per dire che Tirano sia una città turistica. Bisogna fare sacrifici,
ognuno con la propria attività. E poi serve un gruppo di giovani
competenti che, a livello provinciale, faccia conoscere la Valtellina.
Ne è convinta Paola Salis che, a palazzo Salis, è riuscita ad
accogliere, nel 2013, oltre 3.500 visitatori. In occasione di una
visita al museo, dove per tutto il mese di luglio è esposta anche la
mostra di fotografie legate al concorso Global Arctic Awards, Salis
parla dello «sforzo immane» che la famiglia Salis sta facendo per
andare incontro ai viaggiatori del trenino rosso del Bernina,
«perché la fortuna di Tirano è quella e lo sappiamo, ma non basta
– sostiene -. Nel nostro caso stiamo facendo il tentativo di tenere
aperto il palazzo con il percorso museale e le visite nell’orario di
pranzo dalle 10 alle 14. Il picco di turismo è in quelle ore, i
visitatori che si spostano da Coira arrivano verso 10,30-11 a Tirano e
ripartono verso le 15. È questo l’orario in cui la maggior parte
degli esercizi chiude, invece bisognerebbe fare uno sforzo tutti
insieme».
Palazzo Salis è aperto tutti i giorni da lunedì a mercoledì dalle
10 alle 14, da giovedì a sabato dalle 10 alle 15,30. La domenica è
chiuso, ma se ci sono grossi gruppi su prenotazione viene aperto anche
nel giorno festivo. Con questo impegno il palazzo lo scorso anno ha
superato i 3.500 visitatori, per metà stranieri e per metà italiani.
La maggior parte di loro è legata al flusso della freccia rossa, ma
c’è anche una parte di turisti, diretta in Alta Valle, che sceglie
come tappa intermedia Tirano e quanto di culturale la città offre.
Salis ritiene che non serva un progetto isolato per “fare” Tirano
turistica, ma un lavoro unanime. «I singoli disperdono le energie –
prosegue -. Io non seguo il calcio, ma ho saputo che ai Mondali era
apparso il logo Valtellina fra gli sponsor. Se andiamo a interrogare
la gente, anche solo in Italia, questa non sa neppure cosa via la
Valtellina. Bisogna avere idee chiare e unire le forze. Ho girato
qualche fiera all’estero e ho visto lo stand della Regione con
materiale sulla Valtellina: non serve. Bisogna mettersi insieme per
far capire cos’è la Valtellina, dov’è e cosa offre, altrimenti
si perdono risorse che oggi sono sempre più preziose». Secondo
Salis, che usa una terminologia aziendale proveniente dal suo passato
da manager, ci vorrebbe una task force per il turismo, ovvero
«selezionare persone giovani in gamba con le maggiori competenze e
conoscenza di lingua (almeno inglese e tedesco) per promuovere la
Valtellina. I siti internet devono essere almeno tutti in inglese e
tedesco, altrimenti come fanno gli *stranieri a consultare i portali
e trovarvi info in italiano? Qualche sito plurilingue c’è, ma anche
Tirano e le città della Valtellina dovrebbero seguire questa
indicazione».