Abriga.it
25-06-14, 08:24
Dei recenti eventi in Ucraina, dei loro sviluppi e dei conflitti di interessi e di potenza in atto nelle regioni a nord del Mar Nero, si ragionerà venerdì 27 giugno alle 20,30 alla libreria il Mosaico di Tirano. Sarà ospite Andrea Riscassi, giornalista di Rai3, bloggista, attivista dei diritti umani, testimonial del pensiero di Anna Politkovskaja e studioso delle rivoluzioni democratiche nei paesi dell'ex blocco sovietico.
«In Ucraina è in atto da tempo una guerra civile a "bassa intensità" – spiega Alberto Gobetti, organizzatore della serata -. Le regioni dell'est, a maggioranza russa, si sono date forme di governo indipendentiste e chiedono a gran voce il distacco da Kiev e l'unione a Mosca. Il potere civile insediatosi dopo l'abbandono del presidente Janukovjc a seguito della rivolta di Maidan (la piazza della capitale dove l'esercito e i rivoltosi si sono confrontati per settimane) non riescono a domare i ribelli, che vantano cospicui appoggi logistici e militari da parte di Mosca e delle repubbliche russe satelliti (in primo luogo, la Cecena "normalizzata" dallo spietato Kadyrov). E la totale dipendenza dell'Ucraina dal gas russo non sembra facilitare una possibilità di contenere le spinte secessioniste al nuovo governo del presidente Poroshenko».
Nel caos di questi giorni pochi ricordano che alla base della disgregazione ucraina sta un accordo di associazione con l'Unione europea rigettato all'ultimo minuto dal presidente detronizzato e fortemente voluto dalla piazza. I fatti ucraini sembrano dunque dimostrare che da qualche parte di questo continente c'è ancora chi se la sente di morire e di soffrire per l'Europa.
«In Ucraina è in atto da tempo una guerra civile a "bassa intensità" – spiega Alberto Gobetti, organizzatore della serata -. Le regioni dell'est, a maggioranza russa, si sono date forme di governo indipendentiste e chiedono a gran voce il distacco da Kiev e l'unione a Mosca. Il potere civile insediatosi dopo l'abbandono del presidente Janukovjc a seguito della rivolta di Maidan (la piazza della capitale dove l'esercito e i rivoltosi si sono confrontati per settimane) non riescono a domare i ribelli, che vantano cospicui appoggi logistici e militari da parte di Mosca e delle repubbliche russe satelliti (in primo luogo, la Cecena "normalizzata" dallo spietato Kadyrov). E la totale dipendenza dell'Ucraina dal gas russo non sembra facilitare una possibilità di contenere le spinte secessioniste al nuovo governo del presidente Poroshenko».
Nel caos di questi giorni pochi ricordano che alla base della disgregazione ucraina sta un accordo di associazione con l'Unione europea rigettato all'ultimo minuto dal presidente detronizzato e fortemente voluto dalla piazza. I fatti ucraini sembrano dunque dimostrare che da qualche parte di questo continente c'è ancora chi se la sente di morire e di soffrire per l'Europa.