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Visualizza versione completa : "Il traforo del Mortirolo ci serve"


Abriga.it
17-05-14, 08:17
Non è solo una questione di viabilità, qui in gioco c’è la vita di una provincia intera e dei suoi abitanti che non possono trovarsi isolati, perché non hanno vie di percorrenza alternative. Il traforo del Mortirolo serve e bisogna trovare i soldi per costruirlo.
È questa l’opinione unanime che mette d’accordo Matteo De Campo presidente della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) della provincia di Sondrio, attiva all’interno dell’Unione Cts, Agostino Pozzi presidente degli autotrasportatori di Confartigianato e Paolo Oberti della ditta di autotrasporto di Tirano. Le parole che il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha pronunciato martedì durante la sua visita a Sondrio sono state una doccia fredda per la Valle. Lupi ha detto che non vuole illudere con promesse elettorali e, quindi, che il traforo del Mortirolo non si farà. «Le risorse economiche sono poche – ha affermato – e vanno utilizzate al meglio».
Ma, all’indomani di queste dichiarazioni, non c’è nessuna intenzione di piangersi addosso. Anzi. «Che il ministro dica che le risorse sono scarse non mi sorprende – commenta De Campo -. So che gli investimenti per la sistemazione della viabilità esistente sono tanti. Si parla della tangenziale di Morbegno, di Tirano e di Bormio. Ma io non mi scoraggio per il “no” del ministro. Sarà ancora la politica a doversi attivare, che sia la Provincia o la Camera di Commercio o le associazioni di categoria, ma occorre evidenziare che qui non si tratta solo di un problema di trasporto e viabilità. Stiamo parlando di un problema di vita della valle, di un problema sociale di 200mila persone che non possono rimanere isolate. Noi rischiamo l’isolamento e la provincia di Sondrio non è un piccolo paese di montagna». De Campo prosegue dicendo che, se ora l’opera non è prevista, non significa che non andrà fatta.
«Fa onore al ministro che non voglia farci false promesse, ma noi abbiamo un grosso problema che è sempre lo stesso: non abbiamo sbocchi se non la ss. 36 che presenta continuamente problemi – sostiene Pozzi -. Che il traforo del Mortirolo sia opera costosa e di lunga realizzazione lo sappiamo tutti, ma dobbiamo lavorare duramente per trovare i soldi per realizzarla». Non ci sono palliativi per Pozzi che dice chiaramente: «Non accetto che il discorso si concluda qui. Il nostro territorio produce soldi per tutto lo Stato. Che allora qualcosa ci venga ritornato. Non sono d’accordo che il denaro per l’intervento non si possa trovare».
Paolo Oberti usa l’ironia: «Ringrazio il ministro Lupi di essere venuto in Valtellina per la sua campagna elettorale e riconosco il suo pragmatismo – afferma -, ma quando la ss. 36 chiude, non è di certo un problema del ministro che abita a Milano. È, invece, un nostro problema. È offensivo per i cittadini valtellinesi sapere che lo Stato non prende in considerazione di collegare in modo sicuro un territorio al resto della nazione. Bisognerà tornare sull’argomento per l’economia della Valtellina e perché questa terra abbia una prospettiva futura. Diversamente che il ministro pensi di estendere la zona franca di Livigno almeno fino a Colico o di istituire qui una riserva indiana».
Ma se l’annuncio sul Mortirolo ha spiazzato tutti, è stata accolta positivamente la notizia che ci sono le risorse economiche e il progetto per la tangenziale di Tirano,dunque pronta per andare al Cipe. «Non è il sindaco di Tirano a dirlo, è il ministro – commenta Pietro Del Simone -. Ora i dati contano, capisco la sfiducia di qualcuno, ma siamo in dirittura d’arrivo e ringrazio il ministro».