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Visualizza versione completa : Fusione dei Comuni: timori e speranze


Abriga.it
17-11-13, 10:01
«Sindaco, il nostro timore è che Vervio venga tagliato fuori dai Comuni più grossi e che venga abbandonato». E’ questo il timore che i cittadini di Vervio hanno espresso al loro sindaco, Giuseppe Saligari, alla prima assemblea pubblica tenutasi venerdì sera per presentare il progetto di fusione dei cinque Comuni dell’alto Tiranese (Lovero, Mazzo, Tovo, Vervio e Grosotto). Una trentina i residenti presenti su 211 abitanti della piccola località, mentre con la fusione si arriverebbe a quattromila abitanti (sempre meno di Grosio che ne ha circa cinquemila). Il timore strisciante è quello dell’abbandono del territorio da parte del futuro superComune nel caso il candidato di Vervio non abbia abbastanza preferenze per entrare in consiglio. E se la legge dà la possibilità al sindaco di nominare un pro sindaco in ogni Comune, una sorta di referente delle problematiche del paese, lo stesso Saligari obietta: «Ma chi dedicherebbe il suo tempo gratuitamente per sorbirsi tutte le rogne? Io stesso ho timori che, con la fusione Vervio, non abbia un suo rappresentante e capisco le preoccupazioni dei miei cittadini – afferma il sindaco -, ma non possiamo fare diversamente. Dobbiamo andare a votare al referendum e votare sì alla fusione. Dobbiamo farlo ora, perché domani ci sarà imposto e perché, comunque, entro la fine dell’anno siamo obbligati ad associare i servizi. Insomma ritengo che senza la fusione la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Dunque chiedo ai cittadini di andare a votare e sostenere in modo massiccio il candidato di Vervio in lista». Qualche cittadino di Vervio ha domandato che ne sarà del municipio e il sindaco ha risposto che uno sportello rimarrà comunque aperto una volta alla settimana, qualcun altro ha chiesto chi si occuperà di spazzare la neve dalle strade e il sindaco ha rassicurato che ci sarà sempre un operaio che lo farà. «Avremo un risparmio di 60mila euro sul servizio tributi che ora abbiamo esternalizzato, avremo un ufficio tecnico, mentre oggi dobbiamo appoggiarci alla Comunità montana quando i suoi tecnici hanno disponibilità anche per noi – prosegue -. Al posto di far venire Secam per portarci via le foglie, potremo comprare un mezzo e occuparci noi della manutenzione delle strade, per non parlare del patto di stabilità, cui per tre anni non dovremo sottostare con la garanzia di poter realizzare opere». Ultime tre assemblee saranno stasera alle 20,30 Mazzo, il 21 novembre a Lovero e il giorno seguente a Tovo.