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Visualizza versione completa : Patata, coltivazione su cui puntare


Abriga.it
14-10-13, 07:38
La patata non più e non soltanto come prodotto da autoconsumo, ma come prodotto da vendere per integrare il reddito aziendale. Sono in tanti a pensarlo in Valtellina oggi e a puntare sulla coltivazione della patata. La dimostrazione è venuta dall’interesse che, giovedì sera, ha riscosso il convegno promosso da Coldiretti in apertura della Sagra della mela e dell’uva, al quale hanno partecipato agricoltori desiderosi di avere informazioni tecniche sulla difesa fitosanitaria dell’ortaggio e anche persone che vorrebbero iniziare a coltivarlo.
Un dato a livello provinciale sulla diffusione della patata non è esiste, ma basti – per rendersi conto dell’estensione di questa coltura – sapere che il consorzio agrario di Tirano vende 800 quintali di patate da semi da cui si producono all’incirca 10mila quintali di patate nella zona del Tiranese e limitrofa. «Per l’annuale convegno di Coldiretti in occasione della Sagra abbiamo scelto un argomento nuovo – spiega Domenico Incondi di Coldiretti Tirano – alla luce dell’interesse che la patata sta avendo fra le aziende che, per integrare il reddito, intensificano la coltivazione di questo tubero. L’autoconsumo resta alto, ma oggi si comincia anche a vendere il prodotto in due forme: la vendita diretta oppure, in modo minore, attraverso le cooperative. Le nostre patate, rispetto a quelle industriali, hanno un valore aggiunto che tutti riconoscono. Alcune aziende, che partecipano ai mercati nel Milanese, ricevono richieste e gradimento per la patata valtellinese». Il costo della patata locale è naturalmente più alto della patata della grande distribuzione, visto che si va dai 70-80 centesimi al chilo fino ad un euro al chilo.
Nel corso della serata gli agricoltori hanno richiesto informazioni dal punto di vista agronomico e, soprattutto, si è sottolineato come sia necessario far la rotazione dei terreni durante la coltivazione della patata. Quanto alla qualità del prodotto quest’anno, anche le patate hanno scontato il prezzo degli sbalzi climatici per cui la produzione è stata esigua rispetto al passato.
Ivano Fojanini della fondazione Fojanini sottolinea un altro aspetto che dimostra come la coltivazione stia raccogliendo il favore del settore. «In questi dieci anni le aziende stanno investendo nella meccanizzazione, ci sono aziende che hanno macchinari per la semina o la raccolta – afferma -. Anche questo è un dato da tenere in considerazione». Per anni il mercato valtellinese è stato legato a poche varietà di cui la Kennebec è sempre stata per tutti la patata di riferimento. Attualmente, nonostante il mercato valtellinese rimanga sempre legato alle patate a pasta bianca, la gamma varietale si è enormemente ampliata, grazie anche ai campi di confronto varietale realizzati dalla Fondazione Fojanini.
Infine una curiosità: “Più grossa è la patata più ignorante è il contadino”, dice il detto popolare alludendo al fatto che i contadini sono soddisfatti del loro raccolto quando le patate sono grosse. In realtà le patate più gustose sono quelle piccole. E lo sanno bene le casalinghe e i cuochi per i quali le patate sono l’alimento più usato in cucina, per non parlare di quando le patate servivano a garantire la sopravvivenza delle genti decenni fa.