Abriga.it
18-02-13, 08:12
Appuntamento con un classico della letteratura satirica del Settecento per Sondrio Teatro; un testo che si confronta, con accenti inaspettatamente attuali, sui temi del bene e del male.
Tocca a “Il nipote di Rameau” alla sala don Chiari do Sondrio lunedì 18 febbraio.
Silvio Orlando porta in scena uno dei testi più divertenti e brillanti del Settecento francese. E’ la parabola grottesca di un musico fallito, nipote del più celebre Jean-Philippe Rameau, che conversa con lo stesso Diderot snocciolando episodi e aneddoti della propria vita. Un cortigiano convinto, amorale per vocazione, che nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla, offrendosi attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.
Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell'affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo. Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni Novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento. Lo sporco lavoro di dire cose scomode se lo accolla questo inconfondibile attore che per suscitare comica ripugnanza calza una parrucca logora, usa toni ora melliflui ora adulatori perché «fare il ruffiano è un mestiere considerato, e i politici lo sanno», come dice lui stesso.
Lo spettacolo, che ha girato molti teatri prima di approdare a Sondrio, ha suscitato positive critiche per l’encomiabile impresa auto-prodotta di Silvio Orlando, commediante malinconico che fa dell’ineffabilità un’arte, vestendo i panni satirico-filosofici di un parassita amorale del ‘700 che pratica vizio e ridicolo. Sul palco insieme a Silvio Orlando, che firma la regia, Amerigo Fontani e Maria Laura Rondanini, mentre a Luca Testa è affidata la musica di clavicembalo.
Biglietto a 22 euro, riduzioni per i giovani fino a 25 anni con biglietto a 3 euro. Prevendita al Comune di Sondrio o, secondo disponibilità, la sera stessa.
Tocca a “Il nipote di Rameau” alla sala don Chiari do Sondrio lunedì 18 febbraio.
Silvio Orlando porta in scena uno dei testi più divertenti e brillanti del Settecento francese. E’ la parabola grottesca di un musico fallito, nipote del più celebre Jean-Philippe Rameau, che conversa con lo stesso Diderot snocciolando episodi e aneddoti della propria vita. Un cortigiano convinto, amorale per vocazione, che nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica, riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla, offrendosi attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.
Scorgiamo dietro la sua perversità le paure del filosofo del perdere se stesso e i propri riferimenti etici nell'affrontare un primo embrione di libero mercato delle idee che intuiva stesse nascendo in quel turbolento e fervido scorcio di secolo. Rameau manca dai nostri teatri dagli inizi degli anni Novanta, un ventennio di profonde mutazioni nel corpo della nostra società civile, le sue contorsioni intellettuali quindi assumono nuovo e violento impatto e nuovi motivi di aspro divertimento. Lo sporco lavoro di dire cose scomode se lo accolla questo inconfondibile attore che per suscitare comica ripugnanza calza una parrucca logora, usa toni ora melliflui ora adulatori perché «fare il ruffiano è un mestiere considerato, e i politici lo sanno», come dice lui stesso.
Lo spettacolo, che ha girato molti teatri prima di approdare a Sondrio, ha suscitato positive critiche per l’encomiabile impresa auto-prodotta di Silvio Orlando, commediante malinconico che fa dell’ineffabilità un’arte, vestendo i panni satirico-filosofici di un parassita amorale del ‘700 che pratica vizio e ridicolo. Sul palco insieme a Silvio Orlando, che firma la regia, Amerigo Fontani e Maria Laura Rondanini, mentre a Luca Testa è affidata la musica di clavicembalo.
Biglietto a 22 euro, riduzioni per i giovani fino a 25 anni con biglietto a 3 euro. Prevendita al Comune di Sondrio o, secondo disponibilità, la sera stessa.