Abriga.it
29-07-12, 10:46
Lo scopo del neo Comitato Pro teleriscaldamento è quello di rimettere la palla al centro con due azioni: fare un ricorso “ad aiuvandum” per convincere il Consiglio di Stato ad annullare la sentenza del Tar che abolisce l’aumento delle tariffe del teleriscaldamento a Tirano e Sondalo e, in seguito, definire una nuova convenzione fra Comuni e società del teleriscaldamento. Sono le proposte che giovedì sera il Comitato, formato da Domenico Barbalace, Gianluigi Garbellini, Ivan Selvini e Enrico Rossi ha illustrato al pubblico – per la verità scarso – all’incontro al termine del quale le adesioni al gruppo sono arrivate, però, a 200 sulle 150 di prima della serata. «La società del teleriscaldamento ha presentato contro la sentenza del Tar ricorso che sarà discusso, si presume, a settembre – ha detto Barbalace -. Per questo occorre agire in fretta. Lo scopo del comitato è difficile, perché le parti interessante in questi anni hanno avuto un tale coinvolgimento da impedire che gli argomenti venissero affrontati in modo sereno. C’è stato un coinvolgimento in questioni personali, dimenticando l’obiettivo finale, cioè salvaguardare un servizio che riteniamo tutti valido». Mentre Barbalace spiegava le tappe dell’attività del teleriscaldamento e i numerosi contenziosi susseguiti negli anni, in sala si è sollevato subito un polverone, soprattutto in merito all’«unico» aumento, secondo Barbalace, delle tariffe avvenuto nel 2008, approvato dalla conferenza dei sindaci. «Ogni attività di impresa, anche se connessa parzialmente con un servizio pubblico o un’amministrazione – ha sostenuto -, non può portare avanti l’attività variando in 12 anni le tariffe una sola volta. Le amministrazioni che hanno proposto di ampliare la rete non lo hanno fatto per scopo personale, ma perché i cittadini lo hanno chiesto». Ed ecco quello che intende fare il Comitato: «La società TCVVV ha fatto un ricorso autonomo (i Comuni non lo hanno fatto, nda), noi vogliamo inserirci come contrappeso. I cittadini possono aderire per intervenire “ad aiuvandum” nel ricorso, con ciò si intende che chiederemo che questa sentenza del Tar venga annullata. La nostra partecipazione non è elemento che faccia decidere il Consiglio di Stato a favore o torto, ma forse farebbe capire che c'è una controparte che questo servizio lo vuole». Le adesioni, con la serata di giovedì, sono arrivate a 200, ma il comitato punta a 500 come valore per portare avanti le iniziative.
«Una volta fatto questo, un comitato così ampio può permettersi il lusso di proporre una soluzione – ha proseguito il portavoce del Comitato -: ovvero rivedere la convenzione fra Comuni e società che, così com'è, ha creato solo conflitti dal 2006 ad oggi». Conflitti che riguardano tre punti principalmente: l’interpretazione del canone che la società versa ai Comuni, l’interpretazione delle tariffe e la valorizzazione delle imprese locali che non hanno avuto giustizia visto che buona parte del cippato viene da fuori provincia.
«Una volta fatto questo, un comitato così ampio può permettersi il lusso di proporre una soluzione – ha proseguito il portavoce del Comitato -: ovvero rivedere la convenzione fra Comuni e società che, così com'è, ha creato solo conflitti dal 2006 ad oggi». Conflitti che riguardano tre punti principalmente: l’interpretazione del canone che la società versa ai Comuni, l’interpretazione delle tariffe e la valorizzazione delle imprese locali che non hanno avuto giustizia visto che buona parte del cippato viene da fuori provincia.