Abriga.it
23-04-12, 08:09
Impianti di sci chiusi dopo una stagione turistica da dimenticare e ieri, quasi a voler mettere un dito nella piaga, ci s’è messa pure la neve a scendere abbondante e corposa.
Stranezze di primavera e del tempo, contraddizioni della natura che contribuiscono ad aumentare l’amarezza degli operatori turistici, che hanno “tirato” a fatica la stagione sugli sci fra sbalzi di temperature, carenza di neve e crisi. Ieri mattina intorno alle 11 in tutte le località di montagna della provincia la neve ha cominciato a scendere copiosa e ha proseguito fino a dopo l’ora di pranzo. Alle 14 le schiarite previste anche dai meteorologi hanno regalato un pomeriggio incantato sulle montagne. Sulla Valmalenco la spolverata ha restituito un panorama invernale, a 2000 metri la coltre di neve fresca era di 20 centimetri. A Bormio 3000 sono scesi 40 centimetri, a Bormio 2000 ne sono venuti 20. «Che giramento di scatole – commenta sarcastico Pasquale Canclini di Sib Bormio -. Questa nevicata la doveva fare a novembre, mica adesso. Certo noi, con il grosso lavoro fatto con la neve artificiale, siamo arrivati tranquilli fino a metà aprile, ma la neve naturale quest’anno si è fatta desiderare». In ogni caso gli impianti di Bormio non avrebbero proseguito la stagione oltre la metà di aprile. «Non c’è utenza, la gente è nauseata a fine aprile, vuole andare al mare o in bicicletta – commenta -. Invece ha voglia di sci già a novembre e Bormio, da tre anni, a novembre apre gli impianti proprio per questo».
Larghe falde di neve, anche se mista ad acqua, anche ad Aprica dove in paese si sono depositati 5 centimetri, mentre sulle piste 10. Neve che, con il sole caldo del pomeriggio, si è sciolta in un battibaleno facendo correre sulla statale un fiume d’acqua. «Ormai ci dobbiamo rassegnare – dichiara Laura Buzzella della Sita (Palabione) -. Il tempo è imprevedibile. Abbiamo faticato tutto l’inverno per non parlare di Pasqua, che si è conclusa sotto le aspettative. Se almeno fosse nevicato ad inizio aprile avremmo potuto chiudere in bellezza. Questa neve agli operatori sciistici non serve a niente, purtroppo. Diverso il discorso per l’approvvigionamento idrico. Dopo una stagione così secca, acqua e neve sono le benvenute». Anche Aprica non avrebbe prolungato la stagione oltre il 15 aprile. Sia il Palabione sia la Magnolta devono fare la manutenzione straordinaria dell’impianto di arroccamento per essere pronti per la riapertura ai primi di luglio.
Ma cosa succederà i prossimi giorni? “Se tuona prima di S. Marco torna indietro l’inverno”, dice un proverbio. Le previsioni meteo, d’altra parte, non sono rassicuranti: oggi torna il brutto e domani grossa perturbazione. Per il caldo bisogna aspetta maggio.
Stranezze di primavera e del tempo, contraddizioni della natura che contribuiscono ad aumentare l’amarezza degli operatori turistici, che hanno “tirato” a fatica la stagione sugli sci fra sbalzi di temperature, carenza di neve e crisi. Ieri mattina intorno alle 11 in tutte le località di montagna della provincia la neve ha cominciato a scendere copiosa e ha proseguito fino a dopo l’ora di pranzo. Alle 14 le schiarite previste anche dai meteorologi hanno regalato un pomeriggio incantato sulle montagne. Sulla Valmalenco la spolverata ha restituito un panorama invernale, a 2000 metri la coltre di neve fresca era di 20 centimetri. A Bormio 3000 sono scesi 40 centimetri, a Bormio 2000 ne sono venuti 20. «Che giramento di scatole – commenta sarcastico Pasquale Canclini di Sib Bormio -. Questa nevicata la doveva fare a novembre, mica adesso. Certo noi, con il grosso lavoro fatto con la neve artificiale, siamo arrivati tranquilli fino a metà aprile, ma la neve naturale quest’anno si è fatta desiderare». In ogni caso gli impianti di Bormio non avrebbero proseguito la stagione oltre la metà di aprile. «Non c’è utenza, la gente è nauseata a fine aprile, vuole andare al mare o in bicicletta – commenta -. Invece ha voglia di sci già a novembre e Bormio, da tre anni, a novembre apre gli impianti proprio per questo».
Larghe falde di neve, anche se mista ad acqua, anche ad Aprica dove in paese si sono depositati 5 centimetri, mentre sulle piste 10. Neve che, con il sole caldo del pomeriggio, si è sciolta in un battibaleno facendo correre sulla statale un fiume d’acqua. «Ormai ci dobbiamo rassegnare – dichiara Laura Buzzella della Sita (Palabione) -. Il tempo è imprevedibile. Abbiamo faticato tutto l’inverno per non parlare di Pasqua, che si è conclusa sotto le aspettative. Se almeno fosse nevicato ad inizio aprile avremmo potuto chiudere in bellezza. Questa neve agli operatori sciistici non serve a niente, purtroppo. Diverso il discorso per l’approvvigionamento idrico. Dopo una stagione così secca, acqua e neve sono le benvenute». Anche Aprica non avrebbe prolungato la stagione oltre il 15 aprile. Sia il Palabione sia la Magnolta devono fare la manutenzione straordinaria dell’impianto di arroccamento per essere pronti per la riapertura ai primi di luglio.
Ma cosa succederà i prossimi giorni? “Se tuona prima di S. Marco torna indietro l’inverno”, dice un proverbio. Le previsioni meteo, d’altra parte, non sono rassicuranti: oggi torna il brutto e domani grossa perturbazione. Per il caldo bisogna aspetta maggio.