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Visualizza versione completa : Pgt Tirano: il parere del Pd


Abriga.it
16-03-12, 16:23
Pubblichiamo il comunicato diramato da Andrea Patroni del circolo del Pd di Tirano sul Pgt:
"Dispiace, ma purtroppo non stupisce, che l’Amministrazione Comunale di Tirano abbia scelto di approvare il Piano di Governo del Territorio senza un vero confronto democratico. Fin dalle prime battute, infatti, si è fatto di tutto per rendere il meno partecipativo possibile il processo di elaborazione di questo importante strumento che, si ricorda, “dovrebbe” contenere tutte le scelte per la Città del futuro. Il condizionale è d’obbligo, perché, come già affermato in sede di adozione, il P.G.T. si è imitato semplicemente a riproporre, con poche modifiche, i contenuti del vecchio PRG, vanificando in sostanza la ratio di una norma (L.R. 12/2005) moderna e potenzialmente efficace che prevede la possibilità di realizzare un vero progetto urbano, contenente strategie, obiettivi ed azioni. La sostanza del Piano, infatti, si è tradotta in qualche obiettivo buttato lì, senza alcuna politica strategica puntuale volta al suo raggiungimento. Manca completamente un Piano di Sviluppo Socio Economico che indirizzi e governi le trasformazioni territoriali ed indichi il modello evolutivo che il Comune intende perseguire. Non si riesce a comprendere quale vocazione avrà Tirano nei prossimi anni: turistica, artigianale, direzionale, terziaria, commerciale, o tutte queste assieme? Non vengono affrontati i veri problemi della Città, come per esempio: la crisi che sta attraversando l’area artigianale, l’attraversamento del nucleo urbano da parte dei veicoli, la manutenzione territoriale diffusa data dal rilancio di un’economia agricola, il possibile sviluppo di un turismo lento che coinvolga anche i comparti montani, il potenziamento di una rete di mobilità sostenibile che permetta di passeggiare in sicurezza in tutto il territorio comunale, il recupero di un rapporto concreto tra il fiume Adda e la vita dei residenti, il potenziamento della vivibilità del centro storico e la riorganizzazione delle aree verdi che attualmente appaiono insufficienti e scollegate tra loro. Tutte queste tematiche sono le grandi assenti all’interno di questo nuovo strumento di programmazione. Sembra che l’unico obiettivo del Piano sia quello di permettere di costruire, anche andando a cancellare per sempre le uniche aree verdi rimaste nel Comune. E proprio a questo proposito si deve per forza fare riferimento all’intervento proposto nelle vicinanze dell’attuale Parco del S. Michele. Un intervento assolutamente negativo per la vivibilità del Centro, che va a favorire l’interesse di pochi a discapito di un possibile progetto di grande valore per l’intera collettività. Con la previsione di Piano, infatti, la zona verde verrà completamente interclusa all’interno di un tessuto edificato compatto, senza più alcuno sbocco pubblico su Via S. Giuseppe e precludendo, di fatto, la possibilità di realizzare un percorso immerso nel verde che dalla stazione di Tirano avrebbe potuto raggiungere la Basilica di Madonna. Almeno su questa previsione, come giustamente fatto notare dal gruppo consigliare di minoranza, si sarebbe potuto discutere, anche in considerazione del fatto che il tema è risultato molto sentito dalla popolazione. Proprio i cittadini, infatti, hanno appoggiato, con oltre 570 firme, un’osservazione al Piano (presentata dal gruppo misto) che prevedeva uno studio della zona volto a preservare maggiormente il verde, senza ledere alcun interesse particolare. Ma anche in questo caso, la maggioranza ha deliberatamente deciso di non lasciare spazio ad una discussione e ad un voto su questa singola osservazione, inserendola, insieme ad altre, all’interno di un grande gruppo, un pacchetto completo da votare in modo uniforme. Questo metodo è stato adottato per tutte le osservazioni presentate dai cittadini, che sono state racchiuse, complessivamente, in cinque grandi gruppi e non votate singolarmente. A nostro avviso un criterio che mostra scarso rispetto per l’impegno della popolazione che ha dato prova di voler partecipare attivamente, ma che, in questo caso, ha trovato le stanze del potere insensibili alle sue istanze, senza alcuna reale risposta concreta alle singole necessità presentate, ad eccezione di quelle nuove edificabilità concesse per puro interesse privato. Il Consiglio Comunale, di fatto, su chiara responsabilità della maggioranza, è stato esautorato dalla possibilità di discutere e votare nel merito ogni singola ed importante istanza dei residenti. Questo comportamento, che potrebbe essere stato adottato per risparmiare qualche ora di lavoro e di dibattito all’interno delle sedi istituzionali preposte, oltre che di totale chiusura ad un vero confronto democratico, potrebbe portare qualcuno ad impugnare gli atti del P.G.T. di fronte al TAR, inficiando tutto il lavoro fatto. Una grossa responsabilità davvero per la maggioranza tiranese che, a questo punto, vien da dire che preferisce lo scontro al confronto".