Abriga.it
22-02-12, 08:10
E’ inutile sgridare il proprio figlio perché non fa i compiti da solo e poi tagliargli la pizza a tavola o ancora sgridarlo perché non riordina i giochi e poi fargli lo zaino per la scuola. Consigli pratici per l’uso quelli che il pedagogista Daniele Novara ha dato mercoledì sera all’auditorium di Tirano al folto pubblico che, lasciando per una sera tv e festival di Sanremo, ha deciso di ascoltare un esperto di infanzia, adolescenza e problematiche annesse. Con un linguaggio semplice e un’esemplificazione divertente che ha alleggerito il tono dell’incontro (il primo del progetto “Sinergie educative”), Novara, forte delle sue 250 consulenze pedagogiche per i genitori all’anno, ha detto chiaramente che tutte le «nefandezze» infantili, preadolescenziali e adolescenziali hanno un corrispettivo nel comportamento dei genitori. In pratica i figli sono quello che siamo noi. Si capisce l’importanza di un concetto che è stato il tema della serata: la coerenza. «Il bambino deve andare in centri educativi di qualità – ha detto -. Questo è coerenza: dare ai nostri figli qualcosa di qualitativo, un’istruzione valida. Lavorare sulla coerenza non vuole dire giudicarsi o lavorare sui propri sensi di colpa, ma lavorare su un progetto, perché alle nostre parole seguano i fatti. Prendiamo l'amore: ai miei figli voglio bene. È una cosa scontata da dire, è elemento ovvio. Non basta questo, i bambini hanno bisogno di genitori e non solo di essere amati, hanno bisogno di superare momenti in cui sono anche odiati. La coerenza in educazione è chiarezza, mettere regole chiare. Alla sera si va a letto alle 21. E’ una regola, non una questione di obbedienza». Altro aspetto della coerenza è la coesione educativa fra i genitori. Ogni regola deve essere messa insieme da mamma e papà. E poi bisogna saper sviluppare le autonomie dei figli (vestirsi da soli, lavarsi). Infine austerità ed essenzialità, non coltivare il superfluo. «Non comprare continuamente giochi – ha consigliato -. Niente cellulari fino in prima media, niente computer nella stanza da letto, niente soffocamento da videoschermo. Se facciamo tutto questo, riusciamo a superare questo millennio di leggerezza, superficialità, pigrizia recuperando i valori della creatività, continuando a costruire nuove conoscenze».