Abriga.it
19-11-11, 08:15
Sigiswald Kuijken - violinista, violoncellista, direttore d’orchestra – è l’unico musicista al mondo che suona il violoncello da spalla; già questa prerogativa rende d’eccezione il concerto che si terrà a Ponte questa sera (alle 21) come secondo e ultimo appuntamento della rassegna musicale “Un Ponte di note” promossa dalla biblioteca Libero Della Briotta con il sostegno di Comune e Comunità montana.
Kuijken, è tra i più grandi interpreti di musica antica, in questa occasione si presenta con il violoncello da spalla, strumento simile al violoncello tradizionale, più piccolo, suonato come il violino, con una cinghia al collo per poterlo reggere, e in alcuni esemplari, dotato di 5 corde. Per questo strumento pare che Johann Sebstian Bach avesse composto la prima, la terza e la sesta suite, che verranno presentate nel programma di questa serata. Kuijken suona in modo essenziale, molto diretto e comunicativo. Per la sua grande personalità e intelligenza musicale, è considerato uno dei più grandi interpreti contemporanei di musica antica.
La sua attività si svolge anche come direttore d’orchestra, significative le esecuzioni delle cantate di Bach a parti reali: (quartetto vocale e organico strumentale, essenziale). Stasera, al teatro comunale di Ponte, Kuijken proporrà Le Suite per violoncello solo di Sebastian Bach.
La straordinarietà delle suite per violoncello solo di Bach composte nel periodo di Kothen non è dovuta soltanto alla scelta dello strumento che solo allora si affermava come solista al posto della viola da gamba. Bach infatti sviluppò in modo ineguagliabile il contrappunto con l’uso virtuosistico ed espressivo del violoncello, di cui riuscì a sfruttare magistralmente le possibilità espressive e tecniche, sia nel registro acuto sia in quello grave, in modo da istruire un dialogo tra di loro.
Infine qualche nota su Sigiswald Kuijken, originario di Bruxelles dove ha studiato. In giovane età è entrato in contatto con la musica antica, assieme al fratello Wieland. Attraverso lo studio personale, ha raggiunto una conoscenza accurata della prassi esecutiva strumentale del diciassettesimo e diciottesimo secolo, che lo ha portato a introdurre, dal 1969, una più autentica maniera di suonare il violino, per cui lo strumento non si tiene stretto sotto il mento, ma libero sulla spalla. Questo ha avuto una cruciale influenza nell’approccio al repertorio violinistico ed è stato adottato da molti esecutori fin dai primi anni ‘70.
Kuijken, è tra i più grandi interpreti di musica antica, in questa occasione si presenta con il violoncello da spalla, strumento simile al violoncello tradizionale, più piccolo, suonato come il violino, con una cinghia al collo per poterlo reggere, e in alcuni esemplari, dotato di 5 corde. Per questo strumento pare che Johann Sebstian Bach avesse composto la prima, la terza e la sesta suite, che verranno presentate nel programma di questa serata. Kuijken suona in modo essenziale, molto diretto e comunicativo. Per la sua grande personalità e intelligenza musicale, è considerato uno dei più grandi interpreti contemporanei di musica antica.
La sua attività si svolge anche come direttore d’orchestra, significative le esecuzioni delle cantate di Bach a parti reali: (quartetto vocale e organico strumentale, essenziale). Stasera, al teatro comunale di Ponte, Kuijken proporrà Le Suite per violoncello solo di Sebastian Bach.
La straordinarietà delle suite per violoncello solo di Bach composte nel periodo di Kothen non è dovuta soltanto alla scelta dello strumento che solo allora si affermava come solista al posto della viola da gamba. Bach infatti sviluppò in modo ineguagliabile il contrappunto con l’uso virtuosistico ed espressivo del violoncello, di cui riuscì a sfruttare magistralmente le possibilità espressive e tecniche, sia nel registro acuto sia in quello grave, in modo da istruire un dialogo tra di loro.
Infine qualche nota su Sigiswald Kuijken, originario di Bruxelles dove ha studiato. In giovane età è entrato in contatto con la musica antica, assieme al fratello Wieland. Attraverso lo studio personale, ha raggiunto una conoscenza accurata della prassi esecutiva strumentale del diciassettesimo e diciottesimo secolo, che lo ha portato a introdurre, dal 1969, una più autentica maniera di suonare il violino, per cui lo strumento non si tiene stretto sotto il mento, ma libero sulla spalla. Questo ha avuto una cruciale influenza nell’approccio al repertorio violinistico ed è stato adottato da molti esecutori fin dai primi anni ‘70.