PDA

Visualizza versione completa : Economia: sostegno ai piccoli


Abriga.it
25-10-11, 08:14
Il rilancio dell’economia parte anche e soprattutto dal basso, da quei piccoli imprenditori che hanno investito fior di quattrini per aprire prima e ampliare poi la propria attività e che chiedono di essere sostenuti dagli Istituti di credito e rispettati dallo Stato.
Un esempio di intraprendenza e lungimiranza viene da Ivan Morelli, 33 anni, da 10 anni titolare della ditta “Idraulica Morelli” di Villa di Tirano con tre dipendenti e che, entro la fine dell’anno, aprirà a Bianzone la società “Valsolar”, insieme alla “Mimorsat” di Michele Morellini, puntata sugli interventi in campo di energie rinnovabili.
Dunque Ivan non è “solo” l’idraulico come quelli di una volta che andavano nelle case ad aggiustare il tubo che perdeva, ma anche un imprenditore che crede e investe nelle nuove tecnologie. Con Morelli prosegue così il viaggio alla scoperta delle difficoltà che i lavoratori, piccoli e grandi, incontrano tutti i giorni e degli spunti per migliorare l’attuale situazione.
«Ho iniziato presto e devo ammettere che sta andando bene – afferma Ivan -. Nel periodo di crisi abbiamo lavorato parecchio. Non siamo più gli idraulici che cambiano solo la vecchia caldaia, ma offriamo una nuova tecnologia con pompe di calore, sonde geotermiche, condizionatori. Cerchiamo di fare interventi, in modo che la gente sia invogliata anche dalla possibilità di fruire del 55% di detrazione sull’Irpef».
Detto questo, si passa alle criticità. La più lieve è quella nei ritardi nei pagamenti, «ma siamo sempre rientrati con i soldi – dice -. Dobbiamo solo aspettarli di più». La difficoltà più grossa, invece, è con le banche, se si ha bisogno di qualche finanziamento. «In questo momento gli Istituti di credito sono selettivi o propongono tassi troppo alti – spiega l’imprenditore -. La grande impresa ha molta liquidità e ce la fa od ottiene condizioni migliori. Noi possiamo contare sulle detrazioni, ma sono sempre soldi che non rimangano nel budget dell’azienda. E che poi tardano ad arrivare. Un altro problema è, infatti, nei confronti dello Stato. Citando il mio caso, sto realizzando insieme a Morellini un grande capannone a Bianzone, dove ci saranno gli magazzini e gli uffici della “Vasolar”. A fronte di questo investimento, avremmo da recuperare l’Iva dallo Stato, ma nessuno ce la dà indietro. Abbiamo 50mila euro di rimborso richiesti l’anno scorso e non abbiamo ancora ricevuto nulla. Però lo Stato pretende il pagamento delle tasse in quella determinata scadenza. Secondo me queste cose mettono in crisi le ditte che, allora, si devono rivolgere alle banche per farsi prestare i soldi, a tassi elevati. Lo Stato, insomma, non ha i soldi da darti, ma noi li dobbiamo versare».
Altra difficoltà che si tramuta in richiesta è questa: i controlli. «Ci vorrebbero controlli fiscali maggiori in tutte le ditte, perché chi sgarra venga beccato e tutti paghino quello che è dovuto. Invece quest’assenza di verifiche capillari è una pecca dell’Italia. Chi lavora onestamente non ce la fa, viene tartassato».
Per Morelli la Valtellina è ancora un’oasi felice, «ma credo che la crisi arriverà anche da noi il prossimo anno». E allora ci sarà da affrontarla con determinazione. Anche da parte dei giovani, che secondo Morelli, non sono più abituati a fare sacrifici come in passato.