Abriga.it
06-10-11, 07:42
«Lo dico senza timori: i soldi per il lago prima e ora per l’impianto di innevamento artificiale a Prato Valentino sono buttati via. Io non credo nel “turismo bianco” sopra Teglio e spesso mi sono scontrato, per questo mio pensiero, anche con il mio gruppo di minoranza». Parla Andrea Vir, consigliere del gruppo Lega Nord di Teglio, che a pochi mesi dall’avvio della stagione sciistica in altre località ricorda come Teglio sia ancora ferma.
«L'amministrazione comunale ha avuto tutto il tempo, visto che con il prossimo saranno sette gli anni di inattività della stazione sciistica, di verificare se esistevano le condizioni da parte della proprietà degli impianti di fare gli investimenti necessari per farli ripartire – afferma Vir -. In questo modo si corre il rischio di spendere tanti altri soldi pubblici e non vedere la stazione ripartire, anche perché la gran parte degli operatori interessati a Prato ha poche e confuse notizie diffuse dalla proprietà soltanto tramite la stampa. Prima si parla di cordate di imprenditori disposti ad acquistare e investire, poi si scopre che l'acquisizione viene fatta da un singolo soggetto (Adriano Opiatti della Tellina Tour service, nda), praticamente lo stesso proprietario precedente al fallimento e, dunque, la cordata si è dissolta. E’ evidente che chi ha riacquistato dal tribunale gli impianti senza le concessioni avrebbe dovuto avere le idee chiare su cosa farne dopo, oppure avrebbe dovuto avere un piano di investimenti serio da proporre agli operatori di Teglio stessi, operatori per lo più all'oscuro dell'ammontare degli interventi necessari a far ripartire la stazione». Vir si riferisce ad un clima di incertezza e poca chiarezza che aleggia sulla questione della riapertura della ski area insomma. «Qualche cifra molto fluttuante buttata su qualche articolo di giornale e l'accusa da parte della proprietà agli operatori tellini di essere poco imprenditori. È tutto quello che sappiamo – prosegue -. E’ evidente che la mancata chiarezza sul da farsi e questo stato confusionale che regna rischiano di vanificare gli investimenti di denaro pubblico per i servizi agli impianti alla stazione invernale». Vir non nasconde di non aver mai creduto allo sci a Prato Valentino, a maggior ragione ora dove gli interventi da fare sono tanti: piste da disboscare, impianto (seggiovia) da rifare completamente, messa in sicurezza, collaudi.
«Io sono convinto che il turismo invernale per Prato Valentino sia importante – obietta il vicesindaco, Elio Moretti -. Se andiamo ad analizzare i dati dell’economia locale, vediamo che si lavorava di più quando gli impianti erano aperti e questo a prescindere dalla crisi economica che ha investito tutti. Quanto all’innevamento abbiamo già proceduto con i lavori, perché non aveva senso scavare due volte, fiduciosi che la proprietà e gli operatori di Teglio troveranno una soluzione per far girare gli impianti».
«L'amministrazione comunale ha avuto tutto il tempo, visto che con il prossimo saranno sette gli anni di inattività della stazione sciistica, di verificare se esistevano le condizioni da parte della proprietà degli impianti di fare gli investimenti necessari per farli ripartire – afferma Vir -. In questo modo si corre il rischio di spendere tanti altri soldi pubblici e non vedere la stazione ripartire, anche perché la gran parte degli operatori interessati a Prato ha poche e confuse notizie diffuse dalla proprietà soltanto tramite la stampa. Prima si parla di cordate di imprenditori disposti ad acquistare e investire, poi si scopre che l'acquisizione viene fatta da un singolo soggetto (Adriano Opiatti della Tellina Tour service, nda), praticamente lo stesso proprietario precedente al fallimento e, dunque, la cordata si è dissolta. E’ evidente che chi ha riacquistato dal tribunale gli impianti senza le concessioni avrebbe dovuto avere le idee chiare su cosa farne dopo, oppure avrebbe dovuto avere un piano di investimenti serio da proporre agli operatori di Teglio stessi, operatori per lo più all'oscuro dell'ammontare degli interventi necessari a far ripartire la stazione». Vir si riferisce ad un clima di incertezza e poca chiarezza che aleggia sulla questione della riapertura della ski area insomma. «Qualche cifra molto fluttuante buttata su qualche articolo di giornale e l'accusa da parte della proprietà agli operatori tellini di essere poco imprenditori. È tutto quello che sappiamo – prosegue -. E’ evidente che la mancata chiarezza sul da farsi e questo stato confusionale che regna rischiano di vanificare gli investimenti di denaro pubblico per i servizi agli impianti alla stazione invernale». Vir non nasconde di non aver mai creduto allo sci a Prato Valentino, a maggior ragione ora dove gli interventi da fare sono tanti: piste da disboscare, impianto (seggiovia) da rifare completamente, messa in sicurezza, collaudi.
«Io sono convinto che il turismo invernale per Prato Valentino sia importante – obietta il vicesindaco, Elio Moretti -. Se andiamo ad analizzare i dati dell’economia locale, vediamo che si lavorava di più quando gli impianti erano aperti e questo a prescindere dalla crisi economica che ha investito tutti. Quanto all’innevamento abbiamo già proceduto con i lavori, perché non aveva senso scavare due volte, fiduciosi che la proprietà e gli operatori di Teglio troveranno una soluzione per far girare gli impianti».