Abriga.it
01-08-11, 08:54
«L’estate è arrivata al punto giusto», commenta il presidente dell’Astel; cioè nel fine settimana appena trascorso, quando la pineta di Teglio ha registrato il gran pienone di presenze per la tradizionale “Sagra dei pizzoccheri” promossa dall’associazione tellina.
Un bel sole, temperature estive – anche il sabato sera – hanno accompagnato e agevolato la due giorni dedicata al “re” della cucina tellina, portando nel capoluogo tellina migliaia di persone: fra sabato e domenica sera circa 6mila persone hanno visitato la sagra e degustato i favolosi piatti dell’Astel. Il gruppo è rodato, si sa, da ormai molti anni, ma la cura con cui vengono cucinate le pietanze fa della manifestazione tellina una delle più quotate nel panorama provinciale e non solo. L’eco della sagra è talmente vasto che in migliaia attendono la fine di luglio per salire in pineta ad assaggiare un nutriente e abbondante piatto di pizzoccheri.
«Sabato sera è andata alla grande con 3mila persone alla festa e 1.500 porzioni di pizzoccheri cucinati – spiega il presidente Lavizzari -. Oggi a mezzogiorno (ieri, per chi legge) altrettanti visitatori sono arrivati». E i commenti raccolti sono tutti positivi non solo sulla qualità del cibo, ma anche sull’organizzazione dell’Astel. «Abbiamo studiato un modo per diminuire i tempi di attesa alle file per la distribuzione del piatto – dice ancora Lavizzari -. Siamo riusciti a sistemare cucine e bar in un posto più largo e ciò ha consentito di ampliare le file di distribuzione diversificando fra chi prendeva solo pizzoccheri, o chi il pasto completo con sciatt o carni». Incredibile il numero dei volontari che fra montaggio e smontaggio, cucina e servizi vari hanno ruotato intorno alla sagra: cento persone.
La festa dei pizzoccheri è principalmente un evento gastronomico. La gente sale a Teglio per mangiare i pizzoccheri e per starsene in pineta a prendere il sole (ieri) o a ballare (in serata) sulle due piste da ballo, per il liscio e la discoteca. Gli eventi collaterali hanno, però, arricchito il programma. Ad esempio ieri tantissime le richieste per visitare la torre De Li Beli Miri aperta per due ore nel pomeriggio, dalla quale si gode una vista invidiabile sulla valle. Apprezzate anche le due mostre che Laura e Daniela Branchi hanno allestito: una lungo il percorso in pineta con ingrandimenti di vecchie foto, l’altra nella chiesa di S. Stefano, invece, sulla storia del grano saraceno. Un connubio, quello della pineta e del grano saraceno, non campato per aria visto che la pineta oltre cento anni fa non era come la si vede adesso. Non c’era cioè la pineta, ma un campo coltivato con il grano saraceno. L’idea della sagra del pizzocchero in pineta era, difatti, venuta proprio per onorare quel passato.
Un bel sole, temperature estive – anche il sabato sera – hanno accompagnato e agevolato la due giorni dedicata al “re” della cucina tellina, portando nel capoluogo tellina migliaia di persone: fra sabato e domenica sera circa 6mila persone hanno visitato la sagra e degustato i favolosi piatti dell’Astel. Il gruppo è rodato, si sa, da ormai molti anni, ma la cura con cui vengono cucinate le pietanze fa della manifestazione tellina una delle più quotate nel panorama provinciale e non solo. L’eco della sagra è talmente vasto che in migliaia attendono la fine di luglio per salire in pineta ad assaggiare un nutriente e abbondante piatto di pizzoccheri.
«Sabato sera è andata alla grande con 3mila persone alla festa e 1.500 porzioni di pizzoccheri cucinati – spiega il presidente Lavizzari -. Oggi a mezzogiorno (ieri, per chi legge) altrettanti visitatori sono arrivati». E i commenti raccolti sono tutti positivi non solo sulla qualità del cibo, ma anche sull’organizzazione dell’Astel. «Abbiamo studiato un modo per diminuire i tempi di attesa alle file per la distribuzione del piatto – dice ancora Lavizzari -. Siamo riusciti a sistemare cucine e bar in un posto più largo e ciò ha consentito di ampliare le file di distribuzione diversificando fra chi prendeva solo pizzoccheri, o chi il pasto completo con sciatt o carni». Incredibile il numero dei volontari che fra montaggio e smontaggio, cucina e servizi vari hanno ruotato intorno alla sagra: cento persone.
La festa dei pizzoccheri è principalmente un evento gastronomico. La gente sale a Teglio per mangiare i pizzoccheri e per starsene in pineta a prendere il sole (ieri) o a ballare (in serata) sulle due piste da ballo, per il liscio e la discoteca. Gli eventi collaterali hanno, però, arricchito il programma. Ad esempio ieri tantissime le richieste per visitare la torre De Li Beli Miri aperta per due ore nel pomeriggio, dalla quale si gode una vista invidiabile sulla valle. Apprezzate anche le due mostre che Laura e Daniela Branchi hanno allestito: una lungo il percorso in pineta con ingrandimenti di vecchie foto, l’altra nella chiesa di S. Stefano, invece, sulla storia del grano saraceno. Un connubio, quello della pineta e del grano saraceno, non campato per aria visto che la pineta oltre cento anni fa non era come la si vede adesso. Non c’era cioè la pineta, ma un campo coltivato con il grano saraceno. L’idea della sagra del pizzocchero in pineta era, difatti, venuta proprio per onorare quel passato.