Abriga.it
31-05-11, 08:01
Riccardo Magnani, studioso lecchese, sostenitore della mano leonardesca a palazzo Besta a Trglio si difende e rilancia; lo ha fatto a “Striscia la notizia” annunciando l’esistenza di almeno una ventina di ritratti inediti inconfutabilmente di Leonardo da Vinci, due dei quali proprio nella chiesetta di S. Lorenzo a Teglio. E lo fa ora rispondendo per le rime alla stroncatura di Diego Cuoghi, collaboratore del Cicap, che esclude che il planisfero di palazzo Besta sia stato affrescato dal grande genio. «Per prima cosa, mi chiedo quale sia il senso di un attacco così duro e preventivo nei miei riguardi, senza avere contezza delle mie evidenze e neppure di una visione diretta degli affreschi in oggetto, da parte di un esponente di una istituzione che, tra l’altro, si occupa di paranormale – replica Magnani -. In secondo luogo, se Cuoghi si fosse premurato di fare almeno una visita in loco prima di esprimere un dissenso aprioristico così palesemente fragile e pretestuoso, si sarebbe reso conto di quello che è lo stato degli affreschi della sala della Creazione, ovvero quello di rimaneggiamenti nel tempo molto improvvisati. Vorrei precisare alcuni fatti elementari, che ne disconoscono completamente il rimando all’esemplare di Caspar Vopel, richiamato inizialmente da Piani e Baratono, già da me ampiamente criticato – afferma Magnani -. Innanzitutto la datazione riportata in calce al planisfero di Teglio: 1459, anno in cui nasce l’accademia neoplatonica fiorentina, istituzione voluta da Cosimo de Medici cui tutto il palazzo, e non solo la Sala della Creazione, si rifà. In secondo luogo un particolare dai più sottaciuto, poiché non ne comprendono il pieno significato: la colorazione del Mar Rosso di rosso. Questo particolare, presente in gran parte della cartografia rinascimentale, non compare nel planisfero di Caspar Vopel. In terzo luogo, e qui richiamo ancora una volta l’attenzione di chi legge alla superficialità con cui mi vengono mosse certe accuse pretestuose, appare evidente da una semplice analisi grafica e fotocromatica, come le scritte sul planisfero di Teglio siano apposte in un secondo tempo. Un’altra opposizione mossami da Cuoghi, riguarda la matrice che egli vorrebbe essere ispiratoria del ciclo della sala della Creazione, ovvero l’incisore francese Salomon. A parte le innumerevoli e sostanziali differenze tra le incisioni di Salomon e gli affreschi di Teglio, vi sono elementi di continuità molto più rilevanti con esponenti artistici rinascimentali ben più autorevoli e del calibro di Durer, Bosh, Tiziano». E aggiunge: «Sono ben conscio di quanto questa mia scoperta risulti scomoda, tanto da muovere con animosità un esponente del Cicap ora e un esponente locale quale Ciapponi Landi a suo tempo, ma se critiche mi devono esser mosse, almeno che siano pertinenti e rispettose di chi le esprime, per amore di verità e conoscenza. A tal fine, mi piace rispondere con una citazione di Voltaire : “Io non condivido affatto le tue idee, ma sono disposto a lottare fino alla morte perché tu abbia la libertà di esprimerle”. Non mi sembra sia questo lo spirito mostrato nell’accogliere le evidenze dei miei studi, che vorrei ricordare, possono dare nuovo e splendente lustro a tutto il territorio valtellinese. Mi piacerebbe però che questo diventasse lo spirito che impregni la nostra società nel domani per adempiere ad un obbligo non scritto nei riguardi dei nostri figli, ovvero quello di consegnar loro un futuro di rispetto per la conoscenza e per la diversità di opinione».