Abriga.it
27-02-11, 10:10
Dopo aver illustrato le proposte progettuali degli architetti Rinaldi e Crucitti, oggi nella rassegna dei progetti proposti all’amministrazione comunale di Tirano per la riqualificazione di piazza Cavour, conosciamo quello dell’architetto Paolo Gobetti redatto in collaborazione con Daniele Vanotti. Luigi Regonesi non ritiene opportuno pubblicare un lavoro consegnato al Comune, cui lascia la decisione se divulgarlo oppure no. Paolo Castelanelli, invece, pur invitato a partecipare al concorso di idee per motivi di tempo non ha presentato la sua proposta.
Passando a quella di Gobetti, per ricomporre l’unitarietà perduta degli spazi aperti esistenti il professionista ha individuato due ampie superfici con caratteri e valenze differenti: «una piazza piana disposta sul sedime dell’attuale piazza Cavour, luogo protetto dalle auto, accessibile ai pedoni e facilmente trasformabile per attività pubbliche varie – spiega Gobetti -; una piazza interna con affaccio sul campanile, all’ingresso sud del municipio, su via Sant’Agostino e sulla caserma dei carabinieri, al cui margine orientale è posta la fontana del büi vecc. Tale spazio ricalca e rimette al centro dell’assetto monumentale l’attuale piazza Lantieri, valorizzandone gli accessi principali». Oltre a questi due spazi aperti principali si prevede un piano verde inclinato, il cosiddetto il giardino delle erbe. Nel progetto di Gobetti, la realizzazione degli interventi fuori terra non può prescindere dalla costruzione di uno o più piani di autorimesse interrate posti sotto gli attuali parcheggi. Restando sulla piazza si prospettano due presenze importanti: una vasca d’acqua quadrata sul cui bordo si specchia il monumento alla Storia (comunemente detta la Maria Luisa), non più quindi ieratico monumento confuso tra le auto, ma figura più facilmente osservabile. A servizio degli esercizi commerciali si dispone un dehor che riprende la profondità della fontana. Identiche dimensioni ha sul lato ovest la struttura mobile capace di assumere tre quote differenti garantendo in tal modo un uso pubblico flessibile dello spazio: o in continuità con la piazza o piattaforma in grado di fungere da palcoscenico temporaneo oppure con l’utilizzo a padiglione della struttura per attività temporanee, sia estive che invernali (concerti, manifestazioni, mercatini natalizi coperti). «Tale soluzione permette di modificare l’assetto della piazza in tempi brevi – prosegue Gobetti - senza stravolgere tuttavia la configurazione urbana del luogo e sfruttando parzialmente il dislivello tra l’ingresso del municipio e l’attuale quota esistente. Un ampio percorso inclinato garantisce un accesso veicolare straordinario, ponendosi al contempo come un quieto invito all’ingresso della cittadinanza. La ricollocazione del büi vecc in asse con l’ingresso sud del municipio riqualifica e caratterizza questo accesso oggi secondario. Elementi luminosi a risparmio energetico rivolti verso il suolo segnano anche le sedute rialzate in legno e scandiscono il ritrovato percorso pedonale proveniente da torre Torelli anch’esso caratterizzato da ritmati segni al suolo. Le superfici della piazza e del giardino diventano così suoli abitati, i cui elementi tecnologici (aerazione dei parcheggi) diventano l’occasione per rialzare e deformare il suolo, per insediarvi delle essenze arboree».
Passando a quella di Gobetti, per ricomporre l’unitarietà perduta degli spazi aperti esistenti il professionista ha individuato due ampie superfici con caratteri e valenze differenti: «una piazza piana disposta sul sedime dell’attuale piazza Cavour, luogo protetto dalle auto, accessibile ai pedoni e facilmente trasformabile per attività pubbliche varie – spiega Gobetti -; una piazza interna con affaccio sul campanile, all’ingresso sud del municipio, su via Sant’Agostino e sulla caserma dei carabinieri, al cui margine orientale è posta la fontana del büi vecc. Tale spazio ricalca e rimette al centro dell’assetto monumentale l’attuale piazza Lantieri, valorizzandone gli accessi principali». Oltre a questi due spazi aperti principali si prevede un piano verde inclinato, il cosiddetto il giardino delle erbe. Nel progetto di Gobetti, la realizzazione degli interventi fuori terra non può prescindere dalla costruzione di uno o più piani di autorimesse interrate posti sotto gli attuali parcheggi. Restando sulla piazza si prospettano due presenze importanti: una vasca d’acqua quadrata sul cui bordo si specchia il monumento alla Storia (comunemente detta la Maria Luisa), non più quindi ieratico monumento confuso tra le auto, ma figura più facilmente osservabile. A servizio degli esercizi commerciali si dispone un dehor che riprende la profondità della fontana. Identiche dimensioni ha sul lato ovest la struttura mobile capace di assumere tre quote differenti garantendo in tal modo un uso pubblico flessibile dello spazio: o in continuità con la piazza o piattaforma in grado di fungere da palcoscenico temporaneo oppure con l’utilizzo a padiglione della struttura per attività temporanee, sia estive che invernali (concerti, manifestazioni, mercatini natalizi coperti). «Tale soluzione permette di modificare l’assetto della piazza in tempi brevi – prosegue Gobetti - senza stravolgere tuttavia la configurazione urbana del luogo e sfruttando parzialmente il dislivello tra l’ingresso del municipio e l’attuale quota esistente. Un ampio percorso inclinato garantisce un accesso veicolare straordinario, ponendosi al contempo come un quieto invito all’ingresso della cittadinanza. La ricollocazione del büi vecc in asse con l’ingresso sud del municipio riqualifica e caratterizza questo accesso oggi secondario. Elementi luminosi a risparmio energetico rivolti verso il suolo segnano anche le sedute rialzate in legno e scandiscono il ritrovato percorso pedonale proveniente da torre Torelli anch’esso caratterizzato da ritmati segni al suolo. Le superfici della piazza e del giardino diventano così suoli abitati, i cui elementi tecnologici (aerazione dei parcheggi) diventano l’occasione per rialzare e deformare il suolo, per insediarvi delle essenze arboree».