Abriga.it
03-02-11, 10:41
Sono gli unici italiani convocati per preparare e abbellire la capitale della Norvegia in vista dei Campionati del Mondo di sci nordico che si terranno nello scenario della mitica collina di Holmenkollen a febbraio. Il loro compito sarà di realizzare una scultura di neve e ghiaccio lungo Karl Johan, la via principale della città. Esperienza interessante quella che si apprestano a vivere tre sondriesi - Paola Arminio, Luca Bonetti, Gianmario Bonfadini - che il 17 febbraio partiranno per il tempio dello sci nordico. I tre ragazzi, con alle spalle diverse partecipazioni a concorsi e simposi in tutto il mondo, questa volta faranno un salto di qualità con la presenza ad un evento in cui si prospettano ogni giorno migliaia di spettatori e milioni di telespettatori.
Gli scultori sono invitati a proporre delle opere ispirate a realizzazioni di Edvard Munch, cercando di trasporre tridimensionalmente la bidimensionalità dei quadri dell'artista. La strada sarà chiusa al traffico nel tratto compreso tra il Castello Reale e il Parlamento, dove scultori della neve e del ghiaccio provenienti da tutto il mondo si confronteranno con i soggetti di Munch e con le imponenti architetture presenti lungo il viale. La selezione delle squadre è stata fatta tra 60 progetti provenienti da venti Paesi. Insomma è già una bella soddisfazione per i tre artisti il fatto di essere stati selezionati insieme ad altri sei team provenienti da Canada, Usa, Francia e Norvegia.
«Abbiamo compiuto undici anni dal nostro inizio in questa avventura – spiega Gianmario Bonfadini, architetto di professione, artista della neve di hobby – che ci ha portato in Colorado in un paese a 3000 metri di altezza sulle montagne rocciose, nella Lapponia svedese vicino al famoso hotel di ghiaccio, in Russia sugli Urali e in Siberia, ma anche in posti più vicini come in Francia, in Alto Adige e in Svizzera. In Norvegia quest’anno parteciperanno artisti di grande esperienza, sarà interessante confrontarci con loro e conoscere la gente del posto». «Gente straordinaria quella nordica – incalza Arminio che ha iniziato solo 5 anni fa invece con le sculture di neve, mentre da tempo lavora la creta – molto severa nell’esigere buoni lavori, ma capace di apprezzarti e di esserti grata al di là delle capacità di ognuno». Saputo dell’arrivo della squadra italiana, anche l’ambasciatore italiano a Oslo, Antonio Bandini, ha convocato il team ad un incontro formale.
I ragazzi lavoreranno dal 17 al 23 febbraio, prima dell'inizio dei Campionati la cui inaugurazione sarà proprio il 23. Gli amici sondriesi avevano avanzato due proposte all’organizzazione norvegese: la riproduzione dello “Urlo” (sicuramente l’opera più gettonata, anche perché la più nota) e “Sera nel corso Karl Johann”. E’ stata scelta la seconda per la squadra italiana, mentre quella statunitense presenterà “Ragazze sul ponte” e “Urlo”, quella francese “Golgota”, quella canadese “Bacio della morte”, mentre le tre rappresentanze norvegesi “Madonna”, “Bacio” e “Bambina malata”. «Generalmente non ci piace essere costretti in un argomento che limita la creatività – afferma Bonetti, noto come “Bonnie” -. Per di più questo tema (un quadro di Munch) non è semplice da sviluppare, ma la nostra idea è piaciuta e sarà una sfida interessante riuscire a riprodurre in tridimensionale il dipinto che vogliamo realizzare con lo stesso punto di vista con cui l’ha ideato il pittore. In pratica chi si fermerà in quel determinato punto del viale potrà osservare il quadro trasposto in scultura di ghiaccio».
I tre valtellinesi sono indaffarati nei preparativi non solo di attrezzi (gli oggetti più grossi e le motoseghe saranno fornite dall’organizzazione), ma soprattutto nella progettazione dell’opera che avrà una lunghezza di venti metri. Tanto che nei giorni scorsi con l’utilizzo di manichini sono state effettuate simulazioni di “intervento”. «A differenza rispetto al solito dovremo anche collaborare alla preparazione dei blocchi di neve, ovvero dei grossi cubi di neve pressata che ci serviranno per ricavare le sculture – aggiunge Bonfadini -. Dopodiché dovremo iniziare a scolpire i personaggi lungo la via come nel dipinto. E, visto che si tratta di un lavoro di gruppo senza concorso, se finiremo prima daremo una mano alle altre squadre straniere». Ambito premio, si fa per dire, la visibilità che il loro lavoro acquisterà in diretta tv, oltre ad un’esperienza decisamente originale.
L'opera
Non sarà facile per il trio Arminio, Bonetti, Bonfadini rappresentare “Sera nel corso Karl Johann” (Munch, 1892) un'opera inquietante. Il passeggio per la via principale della città è visto come una processione di zombie in abiti alla moda. Tutte le fisionomie sono stravolte, hanno gli sguardi fissi, le teste ricordano dei teschi, hanno anche un colore bianco-giallastro, i corpi sembrano dei fantocci. Sembrano venire avanti inesorabilmente, come degli automi telecomandati, senza espressione, senza vita, senza umanità. Solo la figura nera che cammina in direzione opposta ha un aspetto più umano (metafora della libertà e dell'artista, che procede controcorrente e non viene compreso dalla società). Il team valtellinese a Oslo realizzerà tutti i personaggi presenti nel quadro, ad una dimensione più grande rispetto all’altezza media umana. Saranno personaggi di due/due metri e mezzo in neve e ghiaccio, in modo da colpire maggiormente il visitatore, oltre che perché resistano maggiormente al tempo. Lunghezza reale dell’opera, che potrà essere vista dallo stesso punto di vista del pittore, sarà di circa venti metri.
Gli scultori sono invitati a proporre delle opere ispirate a realizzazioni di Edvard Munch, cercando di trasporre tridimensionalmente la bidimensionalità dei quadri dell'artista. La strada sarà chiusa al traffico nel tratto compreso tra il Castello Reale e il Parlamento, dove scultori della neve e del ghiaccio provenienti da tutto il mondo si confronteranno con i soggetti di Munch e con le imponenti architetture presenti lungo il viale. La selezione delle squadre è stata fatta tra 60 progetti provenienti da venti Paesi. Insomma è già una bella soddisfazione per i tre artisti il fatto di essere stati selezionati insieme ad altri sei team provenienti da Canada, Usa, Francia e Norvegia.
«Abbiamo compiuto undici anni dal nostro inizio in questa avventura – spiega Gianmario Bonfadini, architetto di professione, artista della neve di hobby – che ci ha portato in Colorado in un paese a 3000 metri di altezza sulle montagne rocciose, nella Lapponia svedese vicino al famoso hotel di ghiaccio, in Russia sugli Urali e in Siberia, ma anche in posti più vicini come in Francia, in Alto Adige e in Svizzera. In Norvegia quest’anno parteciperanno artisti di grande esperienza, sarà interessante confrontarci con loro e conoscere la gente del posto». «Gente straordinaria quella nordica – incalza Arminio che ha iniziato solo 5 anni fa invece con le sculture di neve, mentre da tempo lavora la creta – molto severa nell’esigere buoni lavori, ma capace di apprezzarti e di esserti grata al di là delle capacità di ognuno». Saputo dell’arrivo della squadra italiana, anche l’ambasciatore italiano a Oslo, Antonio Bandini, ha convocato il team ad un incontro formale.
I ragazzi lavoreranno dal 17 al 23 febbraio, prima dell'inizio dei Campionati la cui inaugurazione sarà proprio il 23. Gli amici sondriesi avevano avanzato due proposte all’organizzazione norvegese: la riproduzione dello “Urlo” (sicuramente l’opera più gettonata, anche perché la più nota) e “Sera nel corso Karl Johann”. E’ stata scelta la seconda per la squadra italiana, mentre quella statunitense presenterà “Ragazze sul ponte” e “Urlo”, quella francese “Golgota”, quella canadese “Bacio della morte”, mentre le tre rappresentanze norvegesi “Madonna”, “Bacio” e “Bambina malata”. «Generalmente non ci piace essere costretti in un argomento che limita la creatività – afferma Bonetti, noto come “Bonnie” -. Per di più questo tema (un quadro di Munch) non è semplice da sviluppare, ma la nostra idea è piaciuta e sarà una sfida interessante riuscire a riprodurre in tridimensionale il dipinto che vogliamo realizzare con lo stesso punto di vista con cui l’ha ideato il pittore. In pratica chi si fermerà in quel determinato punto del viale potrà osservare il quadro trasposto in scultura di ghiaccio».
I tre valtellinesi sono indaffarati nei preparativi non solo di attrezzi (gli oggetti più grossi e le motoseghe saranno fornite dall’organizzazione), ma soprattutto nella progettazione dell’opera che avrà una lunghezza di venti metri. Tanto che nei giorni scorsi con l’utilizzo di manichini sono state effettuate simulazioni di “intervento”. «A differenza rispetto al solito dovremo anche collaborare alla preparazione dei blocchi di neve, ovvero dei grossi cubi di neve pressata che ci serviranno per ricavare le sculture – aggiunge Bonfadini -. Dopodiché dovremo iniziare a scolpire i personaggi lungo la via come nel dipinto. E, visto che si tratta di un lavoro di gruppo senza concorso, se finiremo prima daremo una mano alle altre squadre straniere». Ambito premio, si fa per dire, la visibilità che il loro lavoro acquisterà in diretta tv, oltre ad un’esperienza decisamente originale.
L'opera
Non sarà facile per il trio Arminio, Bonetti, Bonfadini rappresentare “Sera nel corso Karl Johann” (Munch, 1892) un'opera inquietante. Il passeggio per la via principale della città è visto come una processione di zombie in abiti alla moda. Tutte le fisionomie sono stravolte, hanno gli sguardi fissi, le teste ricordano dei teschi, hanno anche un colore bianco-giallastro, i corpi sembrano dei fantocci. Sembrano venire avanti inesorabilmente, come degli automi telecomandati, senza espressione, senza vita, senza umanità. Solo la figura nera che cammina in direzione opposta ha un aspetto più umano (metafora della libertà e dell'artista, che procede controcorrente e non viene compreso dalla società). Il team valtellinese a Oslo realizzerà tutti i personaggi presenti nel quadro, ad una dimensione più grande rispetto all’altezza media umana. Saranno personaggi di due/due metri e mezzo in neve e ghiaccio, in modo da colpire maggiormente il visitatore, oltre che perché resistano maggiormente al tempo. Lunghezza reale dell’opera, che potrà essere vista dallo stesso punto di vista del pittore, sarà di circa venti metri.