Abriga.it
17-01-11, 08:33
Cento anni di sviluppo industriale e tecnologico, in cui il rapporto fra utilizzo delle acque e territorio, fra utilizzo delle acque e indotto economico è stato alla base di Aem - la storica municipalizzata del Comune di Milano nel campo dell’energia elettrica – e che, ancora oggi nel 2011, rappresenta una sfida che interessa da vicino l’attuale A2A (la nuova denominazione sociale assunta dopo la fusione con Asm di Brescia) e istituzioni locali.
La sfida industriale è stata lanciata, anzi potremmo dire rilanciata, ieri a contorno dell’inaugurazione della mostra concorso internazionale “Ex libris” per i 100 anni di Aem organizzata da Fondazione Aem e Craem (Circolo ricreativo aziendale). Come l’esposizione, che “viaggia” fra le pieghe di un’arte nascosta che poco segue il criterio del mercato, racconta attraverso i pregiati cartellini da libro la storia centenaria dell’Azienda, così i rappresentanti locali – in primis il sindaco di Sondrio e il presidente della Provincia – hanno tracciato la stessa storia ma vista con gli occhi del territorio, quel territorio su cui passa l’acqua, l’oro blu imprescindibile fonte dell’energia e del progresso industriale. Territorio che offre, ma che vuole anche coinvolgimento e benefici.
«Oggi festeggiamo un’azienda che è espressione delle aziende pubbliche per i servizi essenziali – ha detto il sindaco del capoluogo, Alcide Molteni – e che ha tutti i diritti di sedere ai tavoli a portare le proprie esperienze. Se vogliamo essere forti dobbiamo avere la capacità di esaltare gli stessi punti di forza, dobbiamo affrontare la globalizzazione cancellando i termini negativi. E lo si può fare con chi è in grado di affrontare il mondo esterno, anche a riguardo della questione di acque pubbliche e private. Il territorio non deve accettare un mercato confuso».
Il presidente Sertori ha sottolineato come, nel viaggio attraverso gli ex libris, siano pennellate le tappe della storia di un’azienda che ha avuto un’evoluzione importante dal punto di vista aziendale, in cui il territorio valtellinese ha avuto la sua parte. «Aem è diventata A2A grazie al lavoro svolto in Valtellina e all’utilizzo delle acque, non voglio chiamarlo sfruttamento – ha incalzato Sertori -. Il rapporto fra Aem e Valtellina è sempre stato corretto e sereno, ma dialettico. Il problema, se mai, è stato il rispetto dell’ambiente. Le dighe fanno parte dell’ambiente della Valtellina ormai, non sono più considerate strutture costruite dall’uomo che creano impatto, diversamente dai salti nei nostri fiumi. Una volta prodotta è vero, però, l’energia va trasportata e i tralicci, questi sì, creano impatto. Se un tempo Aem inoltre accoglieva forze lavoro importanti, ora i lavoratori sono meno». Eppure per ricordare queste figure, questa «fase eroica» ogni anno – come ha voluto sottolineare Biagio Longo, segretario della fondazione Aem – ci si ritrova a Cancano.
E poi c’è il problema di quello che esiste a valle delle dighe, la gestione degli svasi, «anche se sono stati fatti passi anche in questo senso – ha aggiunto Sertori -. Oggi ricordiamo i 100 anni, ma è giusto guardare al futuro, perché questa dialettica sia sempre più serena. La chiave di volta è che il territorio possa compartecipare nella gestione delle dighe. Il dibattito, molto sentito, ha portato le nostre attività a continue interlocuzioni con la politica, affinché il territorio abbia beneficio anche economico dagli utili prodotti. Troppo importante la questione economica in un territorio come il nostro che ha come unica risorsa l’acqua. Con la nuova legge sulle acque, che ritengo sia stata una “battaglia della giustizia”, riusciremo a colmare questo gap». Allontanando ogni forma di ironia, Sertori ha concluso ricordando che 100 anni fa è stata costituita la Lega dei Comuni per affrontare insieme la questione. E la strada da percorrere ora non sembra tanto diversa.
ECCO COSA SONO GLI EX LIBRIS
Il termine latino significa “dai libri” perché dai libri viene o, meglio, dai libri discende questa espressione artistica pregiata nata inizialmente per necessità, ovvero per evitare i furti di libri che ai tempi di Gutemberg non erano così infrequenti. “Ex libris”, cioè, erano “etichette” applicate su un libro per indicarne il proprietario, ma anche per dare maggiore decoro e possibilità di distinzione ad un volume. Potevano essere di carta, in materiali pregiati quali cuoio o pergamena, o sotto forma di timbro, in questo caso, a inchiostro, a lacca, a fuoco o altro.
“Ex libris” sui 100 anni di Aem si possono ammirare nella sala mostre Ligari a palazzo Muzio a seguito del concorso che ha esaminato gli elaborati di 219 artisti provenienti da 34 nazioni per un totale di 484 opere ricevute. La giuria ha premiato gli artisti che con 5 opere hanno inteso raccontare le storia dell’azienda, premi per la xilografia e la calcografia. La giuria ha assegnato anche premi speciali offerti dall’amministrazione provinciale di Sondrio, uno dei quali per il miglior artista valtellinese che ha partecipato al concorso, Remo Giatti di origine grosina. Bene ricordare che il concorso internazionale ex libris ha soli due precedenti in provincia: quello dell’85 per i campionati del mondo di sci a Bormio e quello del 2005 per il cinquecentenario dell’Apparizione della Madonna di Tirano. La mostra, che ha come prima tappa Sondrio ma poi sarà trasferita a Livigno, Bormio, Grosio e Tirano, resterà esposta a palazzo Muzio fino al 5 febbraio. Orari di visita: martedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 18; mercoledì e sabato dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 18.
La sfida industriale è stata lanciata, anzi potremmo dire rilanciata, ieri a contorno dell’inaugurazione della mostra concorso internazionale “Ex libris” per i 100 anni di Aem organizzata da Fondazione Aem e Craem (Circolo ricreativo aziendale). Come l’esposizione, che “viaggia” fra le pieghe di un’arte nascosta che poco segue il criterio del mercato, racconta attraverso i pregiati cartellini da libro la storia centenaria dell’Azienda, così i rappresentanti locali – in primis il sindaco di Sondrio e il presidente della Provincia – hanno tracciato la stessa storia ma vista con gli occhi del territorio, quel territorio su cui passa l’acqua, l’oro blu imprescindibile fonte dell’energia e del progresso industriale. Territorio che offre, ma che vuole anche coinvolgimento e benefici.
«Oggi festeggiamo un’azienda che è espressione delle aziende pubbliche per i servizi essenziali – ha detto il sindaco del capoluogo, Alcide Molteni – e che ha tutti i diritti di sedere ai tavoli a portare le proprie esperienze. Se vogliamo essere forti dobbiamo avere la capacità di esaltare gli stessi punti di forza, dobbiamo affrontare la globalizzazione cancellando i termini negativi. E lo si può fare con chi è in grado di affrontare il mondo esterno, anche a riguardo della questione di acque pubbliche e private. Il territorio non deve accettare un mercato confuso».
Il presidente Sertori ha sottolineato come, nel viaggio attraverso gli ex libris, siano pennellate le tappe della storia di un’azienda che ha avuto un’evoluzione importante dal punto di vista aziendale, in cui il territorio valtellinese ha avuto la sua parte. «Aem è diventata A2A grazie al lavoro svolto in Valtellina e all’utilizzo delle acque, non voglio chiamarlo sfruttamento – ha incalzato Sertori -. Il rapporto fra Aem e Valtellina è sempre stato corretto e sereno, ma dialettico. Il problema, se mai, è stato il rispetto dell’ambiente. Le dighe fanno parte dell’ambiente della Valtellina ormai, non sono più considerate strutture costruite dall’uomo che creano impatto, diversamente dai salti nei nostri fiumi. Una volta prodotta è vero, però, l’energia va trasportata e i tralicci, questi sì, creano impatto. Se un tempo Aem inoltre accoglieva forze lavoro importanti, ora i lavoratori sono meno». Eppure per ricordare queste figure, questa «fase eroica» ogni anno – come ha voluto sottolineare Biagio Longo, segretario della fondazione Aem – ci si ritrova a Cancano.
E poi c’è il problema di quello che esiste a valle delle dighe, la gestione degli svasi, «anche se sono stati fatti passi anche in questo senso – ha aggiunto Sertori -. Oggi ricordiamo i 100 anni, ma è giusto guardare al futuro, perché questa dialettica sia sempre più serena. La chiave di volta è che il territorio possa compartecipare nella gestione delle dighe. Il dibattito, molto sentito, ha portato le nostre attività a continue interlocuzioni con la politica, affinché il territorio abbia beneficio anche economico dagli utili prodotti. Troppo importante la questione economica in un territorio come il nostro che ha come unica risorsa l’acqua. Con la nuova legge sulle acque, che ritengo sia stata una “battaglia della giustizia”, riusciremo a colmare questo gap». Allontanando ogni forma di ironia, Sertori ha concluso ricordando che 100 anni fa è stata costituita la Lega dei Comuni per affrontare insieme la questione. E la strada da percorrere ora non sembra tanto diversa.
ECCO COSA SONO GLI EX LIBRIS
Il termine latino significa “dai libri” perché dai libri viene o, meglio, dai libri discende questa espressione artistica pregiata nata inizialmente per necessità, ovvero per evitare i furti di libri che ai tempi di Gutemberg non erano così infrequenti. “Ex libris”, cioè, erano “etichette” applicate su un libro per indicarne il proprietario, ma anche per dare maggiore decoro e possibilità di distinzione ad un volume. Potevano essere di carta, in materiali pregiati quali cuoio o pergamena, o sotto forma di timbro, in questo caso, a inchiostro, a lacca, a fuoco o altro.
“Ex libris” sui 100 anni di Aem si possono ammirare nella sala mostre Ligari a palazzo Muzio a seguito del concorso che ha esaminato gli elaborati di 219 artisti provenienti da 34 nazioni per un totale di 484 opere ricevute. La giuria ha premiato gli artisti che con 5 opere hanno inteso raccontare le storia dell’azienda, premi per la xilografia e la calcografia. La giuria ha assegnato anche premi speciali offerti dall’amministrazione provinciale di Sondrio, uno dei quali per il miglior artista valtellinese che ha partecipato al concorso, Remo Giatti di origine grosina. Bene ricordare che il concorso internazionale ex libris ha soli due precedenti in provincia: quello dell’85 per i campionati del mondo di sci a Bormio e quello del 2005 per il cinquecentenario dell’Apparizione della Madonna di Tirano. La mostra, che ha come prima tappa Sondrio ma poi sarà trasferita a Livigno, Bormio, Grosio e Tirano, resterà esposta a palazzo Muzio fino al 5 febbraio. Orari di visita: martedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 18; mercoledì e sabato dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 18.