Abriga.it
21-11-10, 10:35
«Confidiamo che la pratica venga archiviata e abbiamo sentore che ciò possa accadere»: è parso tranquillo il sindaco di Teglio, Piergiorgio Grolli, nell’esporre al consiglio comunale le deduzioni alla deliberazione della Corte dei Conti per la transazione, passata come riconoscimento di debito fuori bilancio, delle 50mila euro riconosciute ad Antonietta Gentilini, Carla e Maria Luisa Dagliati per chiudere la vicenda relativa alla causa civile che le stesse avevano promosso in quanti i resti cimiteriali di un famigliare, nel corso di un intervento al camposanto nei primi anni Novanta, erano state portate allo scoperto e smaltite. Seppure alacremente accusato dalla minoranza in quanto non ha allegato al materiale del consiglio la «determinazione» della Corte, il sindaco non ha fatto una piega e ha detto: «Semplicemente nei nostri appunti richiamiamo e segnaliamo che l’operato dell'amministrazione è stato fatto nella direzione giusta, anche sotto l’aspetto procedurale e contabile. Anche se ci sono state leggere imperfezioni, queste non hanno portato a un danno erariale all'amministrazione. Non abbiamo nessun responsabilità per la scelta fatta e per questo motivo inoltriamo le valutazioni alla Corte che prenderà in esame la nostra risposta e valuterà se archiviare la pratica. In caso contrario passerà alla Procura della Corte dei Conti che inizierà tutto da capo. Se la faccenda verrà archiviata bene, altrimenti ci si rivolgerà al Tribunale della Corte dei Conti per il procedimento. Confidiamo che questa partita venga archiviata in questa fase e abbiamo buone sensazioni che ciò avvenga». «La nostra posizione non cambia», ha replicato il capogruppo della Lega, Piero Reghenzani votando contro insieme al suo gruppo. Gruppo che al termine del consiglio, ha consegnato all’amministrazione un documento da inserire agli atti in cui fa presente che «la procedura adottata non è corretta per il riconoscimento del debito fuori bilancio e non c’erano i presupporti per una transazione visto che nei diversi gradi di giudizio i tribunali si erano espressi a favore del Comune. Appare inequivocabile come l’amministrazione tenda a strumentalizzare la vicenda dandole dei connotati di disagio sociali che invece non ci sono». Fatto eccetto per il dipendente comunale, che «con poco approfondimento della vicenda era stato ritenuto unico responsabile ed al quale sono state prelevate non indifferenti somme per risarcire il danno. La Corte dei Conti nella sua determinazione evidenzia in modo inequivocabile come il dipendente non possa essere più perseguito, mentre l’amministrazione comunale strumentalizza in modo molto meschino la vicenda per giustificare un metodo poco ortodosso di sperperare denaro pubblico in regalie».