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Visualizza versione completa : Quante protezioni civili?


Abriga.it
12-06-10, 08:04
Sta creando qualche mal di pancia a Tirano l’istituzione del nuovo gruppo comunale di protezione civile ritenuto un doppione della protezione civile alpina: già in consiglio comunale il capogruppo di minoranza, Gianluigi Garbellini (che pure ha votato a favore) aveva auspicato che non «nascessero conflitti fra le due formazioni, visto che c’è tanto da fare al di là delle emergenze». Il sindaco, Pietro Del Simone, aveva risposto che «l’Ana ha ruoli e regole che esulano da quelle di protezione civile», allontanando dunque ombre sul caso. Che, invece, si è aperto. «È nato questo discorso ma non so a cosa possa portare se vengono divisi i volontari fra diverse associazioni – spiega Eugenio Battaglia, coordinatore della protezione civile alpina sezione di Tirano -. Anche se qualcuno dice no, ritengo che il nuovo gruppo comunale sia un doppione». La sezione della protezione civile alpina di Tirano comprende già quattro gruppi: Tirano (con 30 volontari), Mazzo, Piatta e Semogo per un totale di 180 volontari. Essendo, poi, una formazione alpina, essa è aperta agli alpini e agli amici degli alpini.
«Non trovo scritto da nessuna parte che ci siano sistemi diversi di protezione civile – prosegue Battaglia commentando la risposta del sindaco in consiglio -. Ce n’è uno solo. Che poi ci siano gruppi diversi (quello comunale, la protezione civile La Baita o l’associazione nazionale degli alpini) è vero, ma la finalità è unica e comune a tutti: intervenire dove c’è necessità. Il nostro primo principio è quello di tutelare e salvare il territorio. Non so che finalità possa avere la creazione di un gruppo comunale». E se questa fosse – come aveva detto il consigliere Guido Della Frattina – avvalersi di volontari che dipendono dalla direzione del sindaco, Battaglia risponde: «Il sindaco è già autorità di protezione civile e tutti i gruppi si mettono a sua disposizione, anche noi. Si spezzettano i volontari? Ognuno farà la sua scelta, ci sono magari persone che vogliono lavorare sul proprio territorio, ma questa non è la mia concezione di protezione civile, che deve essere invece allargata. Mi sta bene coltivare il mio orto personale, ma dobbiamo chiederci: i terremotati aquilani senza il nostro aiuto che cosa avrebbero fatto? Gli alpini in Abruzzo sono stati 9mila a turnazione per un anno. Le squadre comunali sono utilissime perché conoscono il territorio, ma non si può impostare un discorso di protezione civile solo a livello comunale. Ad un’emergenza – l’esperienza dell’87 insegna – per quanti giorni può tenere banco una squadra comunale?». Tante domande da parte di Battaglia che ammette di «aver sentito abbastanza malumori». «Certo si tratta di scelte politiche e fortunatamente noi ci chiamiamo fuori da qualsiasi simpatia politica, noi siamo a disposizione di tutti».

Già da qualche anno la protezione civile alpina di Tirano sta intervenendo con determinazione sul recupero del forte Sertoli sopra Tirano e nel fine settimana del 19 e 20 giugno questo lavoro proseguirà con il recupero del sistema di difesa del filo spinato in due piazzole.
«Il Forte non si riconosceva più – spiega il coordinatore Eugenio Battaglia -, era ricoperto di vegetazione che abbiamo tolto per poter tornare a vederlo dall’esterno per lo meno. Tutto il perimetro, inoltre, era circondato da filo spinato, attualmente ci sono dei punti dove lo troviamo ma è pericoloso. Abbiamo pensato così di recuperarne due rendendoli visibili e in sicurezza; il resto verrà tolto. Poi faremo una pista sul perimetro realizzando un sentiero pedonale con una staccionata per evitare che qualcuno possa cadere nel fossato».
L’esercitazione (che consiste in una simulazione di emergenza della durata di tre giorni), partirà venerdì 18 con l’allestimento del campo base, sabato c’è il programma di intervento, domenica due corsi di formazione dei volontari sull’uso delle motoseghe in sicurezza e sul sistema d’uso delle radio. I volontari partecipanti saranno un centinaio della sezione di Tirano più gruppi esterni alla provincia che ogni anno vengono con piacere. L’esercitazione è organizzata anche per dare possibilità di formazione ad una ventina di nuovi volontari, fra cui giovani.
In programma anche la consegna degli attestati di intervento del dipartimento degli ultimi anni (52 i volontari insigniti), più quelli per il terremoto a L’Aquila, dove la sezione di Tirano ha fatto sei turni l’anno scorso.