Abriga.it
24-05-10, 08:10
Un libro – il secondo per lui, dopo quello dedicato all’attraversata dell’oceano Atlantico – e due video in cui racconta la storia della sua vita di sportivo estremo: nuovi progetti a compimento per Alex Bellini il navigatore solitario partito nel 2008 da Lima in Perù per raggiungere Sydney in Australia e che, ora, si dedica a fare il papà della piccola Sofia e a guidare voli turistici sulla sua mongolfiera. Una conduzione di vita certamente più tranquilla, anche se il giovane aprichese, che ora si è trasferito con la moglie Francesca e la bimba a Verona per via della sua nuova professione, ha ancora molta voglia di raccontare. E lo fa nel libro “Il Pacifico a remi” edito da Longanesi che si troverà nelle librerie dal 24 giugno. «Questa volta non racconto la cronaca della mia attraversata – anticipa Alex -, come avevo fatto per il libro sull’Atlantico. Ho preferito raccontare la storia al passato, ad avventura conclusa toccando anche i risvolti negativi legati a quella che qualcuno ha ritenuto una sconfitta. Secondo me anche dietro ad una sconfitta c’è un grande insegnamento». Bellini, infatti, dopo quasi 18mila km a sole 65 miglia dalla meta si è fermato. La decisione di concludere l'impresa è stata presa considerando le condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli che avrebbero messo in serio pericolo la sua incolumità. Così la mattina del 13 dicembre 2008 è stato accompagnato da un'imbarcazione neozelandese al porto di Newcastle.
«Nel libro, che ho scritto e curato personalmente, mi concentro in particolar modo sul finale con una lettera d’amore a mia figlia Sofia – prosegue Alex -. Alla mia piccola confesso che è lei la mia più grande avventura». Il libro, per ora scritto in lingua italiana, sarà in seguito tradotto anche in inglese per rendere maggiormente fruibile la storia di Alex anche all’estero.
Dal cartaceo al multimediale. L’atleta orobico, infatti, sta producendo insieme a Marco Preti, regista bresciano egli stesso sportivo e appassionato di montagna, un film documentario che sarà disponibile sui canali internet. «Il titolo che ho scelto è “Onde” per indicare le onde della vita e i sali scendi cui tutti siamo soggetti in qualsiasi circostanza – dice ancora il giovane trentaduenne -. Credo che entro un mese sarà pronto». Infine Alex è stato contattato dal regista milanese, Paolo Gandola, che intende realizzare una trasmissione di venti puntate, ognuna delle quali dedicate ad un personaggio. «E’ un progetto che sta nascendo – sempre Bellini -, ma che mi piace molto. Verrà tracciato il mio profilo dalle prime esperienze della Marathon des Sables fino all’attraversata del Pacifico. Sarà utilizzato il materiale video e fotografico di cui dispongo e illustreremo la ragione del viaggio, dal punto di vista introspettivo».
Le imprese sportive di Alex iniziano nel novembre 2000 quando corre la maratona di New York in 3 ore e 52 minuti. Nell'aprile del 2001 partecipa alla Marathon des sables nel deserto del Marocco, corsa a tappe di 250 km in piena autonomia. Nel febbraio 2002 partecipa all'Alaska ultrasport extreme: circa 600 km a piedi in autonomia trainando una slitta. Nel febbraio 2003 ritorna in Alaska per l'Alaska ultrasport impossible: circa 1400 km a piedi in autonomia. Conclude al terzo posto in circa 27 giorni. Il 10 ottobre 2004 parte per la prima delle sue attraversate oceaniche a remi in solitaria, la Al-One 2004. Partito da Genova, il suo primo tentativo dura solo 5 ore a causa del mare grosso. Ripartito 11 giorni dopo con obiettivo Guyana francese, deve abbandonare il 23 ottobre, quando naufraga, causa problemi agli impianti elettrici, sull'isola di Formentera. Il 18 settembre 2005 ripartecipa alla Al-One con obiettivo Fortaleza, Brasile, dove arriva dopo 226 giorni e 10.000 km di mare, lottando contro fame e imprevisti di ogni natura. La traversata porta inoltre, grazie agli sponsor, 58.000 euro per la costruzione di un centro-accoglienza infantile in Brasile. Nel febbraio 2008 inizia la traversata dell'oceano Pacifico a remi in solitaria. La prova prevede partenza da Lima in Perù e arrivo a Sydney, per circa 18.000 km. Si arresta a sole 65 miglia dalla meta. La mattina del 13 dicembre 2008 viene accompagnato da un'imbarcazione neozelandese al porto di Newcastle.
«Nel libro, che ho scritto e curato personalmente, mi concentro in particolar modo sul finale con una lettera d’amore a mia figlia Sofia – prosegue Alex -. Alla mia piccola confesso che è lei la mia più grande avventura». Il libro, per ora scritto in lingua italiana, sarà in seguito tradotto anche in inglese per rendere maggiormente fruibile la storia di Alex anche all’estero.
Dal cartaceo al multimediale. L’atleta orobico, infatti, sta producendo insieme a Marco Preti, regista bresciano egli stesso sportivo e appassionato di montagna, un film documentario che sarà disponibile sui canali internet. «Il titolo che ho scelto è “Onde” per indicare le onde della vita e i sali scendi cui tutti siamo soggetti in qualsiasi circostanza – dice ancora il giovane trentaduenne -. Credo che entro un mese sarà pronto». Infine Alex è stato contattato dal regista milanese, Paolo Gandola, che intende realizzare una trasmissione di venti puntate, ognuna delle quali dedicate ad un personaggio. «E’ un progetto che sta nascendo – sempre Bellini -, ma che mi piace molto. Verrà tracciato il mio profilo dalle prime esperienze della Marathon des Sables fino all’attraversata del Pacifico. Sarà utilizzato il materiale video e fotografico di cui dispongo e illustreremo la ragione del viaggio, dal punto di vista introspettivo».
Le imprese sportive di Alex iniziano nel novembre 2000 quando corre la maratona di New York in 3 ore e 52 minuti. Nell'aprile del 2001 partecipa alla Marathon des sables nel deserto del Marocco, corsa a tappe di 250 km in piena autonomia. Nel febbraio 2002 partecipa all'Alaska ultrasport extreme: circa 600 km a piedi in autonomia trainando una slitta. Nel febbraio 2003 ritorna in Alaska per l'Alaska ultrasport impossible: circa 1400 km a piedi in autonomia. Conclude al terzo posto in circa 27 giorni. Il 10 ottobre 2004 parte per la prima delle sue attraversate oceaniche a remi in solitaria, la Al-One 2004. Partito da Genova, il suo primo tentativo dura solo 5 ore a causa del mare grosso. Ripartito 11 giorni dopo con obiettivo Guyana francese, deve abbandonare il 23 ottobre, quando naufraga, causa problemi agli impianti elettrici, sull'isola di Formentera. Il 18 settembre 2005 ripartecipa alla Al-One con obiettivo Fortaleza, Brasile, dove arriva dopo 226 giorni e 10.000 km di mare, lottando contro fame e imprevisti di ogni natura. La traversata porta inoltre, grazie agli sponsor, 58.000 euro per la costruzione di un centro-accoglienza infantile in Brasile. Nel febbraio 2008 inizia la traversata dell'oceano Pacifico a remi in solitaria. La prova prevede partenza da Lima in Perù e arrivo a Sydney, per circa 18.000 km. Si arresta a sole 65 miglia dalla meta. La mattina del 13 dicembre 2008 viene accompagnato da un'imbarcazione neozelandese al porto di Newcastle.