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Visualizza versione completa : Impariamo la "sintassi" dei ragazzi


Abriga.it
08-03-09, 08:55
«Tutti i rapporti educativi vanno costruiti insieme»: è la convinzione espressa con determinazione dal dirigente dell'istituto comprensivo, Maurizio Gianola, nel presentare il secondo ospite del progetto “Sinergie educative”, lo psicoterapeuta e psicologo Massimo Bettetini. Una serata durante la quale la conferenza prima e il confronto poi sono serviti al folto pubblico presente (genitori, insegnanti e operatori educativi) per parlare di comportamenti dei ragazzi, di regole e del ruolo della famiglia nella crescita dei figli. «Non siamo qui per decidere se dobbiamo usare le sberle con i nostri figli, ma viviamo in un momento di emergenza in ambito educativo. Dunque è bene parlare», ha esordito Bettetini che ha voluto fare una carrellata – anche molto provocatoria - dei modi di affrontare la vita da parte dei giovani. «Quando esplode la preoccupazione – ha proseguito – è perché qualcosa ci è sfuggito di mano. Ma non deve funzionare così, deve esserci un campanello preventivo. Dobbiamo metterci in contatto con la “sintassi” e la “grammatica” dei ragazzi che va avanti più velocemente rispetto a venti anni fa”. Il ragazzo viene attratto, infatti, dalla trasgressione, dal male, dallo spleen (senso di vuoto espresso, ad esempio, dai “poeti maledetti”). Il giovane pensa di essere accettato dal gruppo se fa qualcosa di sbagliato, perché è incapace di critica. «La morte può essere vissuta come una grande avventura e molte volte il giovane d'oggi cerca qualcosa che si avvicini alla morte per la necessità di evasione – ancora l'esperto -. Pensiamo all'Aids o al rischiare la vita in montagna. I ragazzi di oggi non riescono a sopportare di entrare in frizione con le realtà che lo circondano». Cosa fare allora? Secondo Bettetini ci vogliono la ricerca di strumenti per comunicare, paletti e principi, grazie ai quali possiamo spiegare cosa vuol dire essere amati. Bisogna insegnare al bambino/ragazzo ad avere una progettualità nella vita e nell'amore, ad imparare a fare bene quello che deve fare, non solo i compiti, ad avere senso della responsabilità. Tutto ciò può avvenire con la presenza del genitore, la comunicazione, la fiducia equilibrata, l'ottimismo nel fare l'educatore. La conferenza, seguita con attenzione, si è conclusa con lo sfogo dei genitori sul fatto che i figli oggi hanno troppo, sono troppi coccolati, usano un linguaggio volgare e non riescono ad essere responsabili.