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Acque Albule

Il più «irresistibile e inquieto» dei romanzi di Lardi: dal giusto peso della trama, vitalizzata da una documentazione imponente quanto ben filtrata, al raggiunto equilibrio delle masse narrative, dalla distribuzione sapiente dei chiaroscuri, alla invenzione dei colpi di scena, al filtro assai responsabile della documentazione storica e per così dire d’archivio in direzione di una lettura spettacolarizzata e davvero gratificante, ma anche istruttiva. Così Giorgio Luzzi, valtellinese residente a Torino, introduce l’ultima opera di Massimo Lardi, poschiavino conosciuto anche in Valtellina, dal titolo “Acque Albule”. Luzzi firma la prefazione del romanzo dove evidenzia alcune caratteristiche. Il protagonista è un fornaio immigrato a Roma dalla valle di Poschiavo. Attorno al pane si muove la storia del lavoro in questa Italia di primo Novecento mossa da impulsi socialisti e egualitari, rispetto ai quali la narrazione si mostra costantemente scettica e severa, talvolta aggressiva. «Forte è, nel punto di vista della funzione narrante, l’ideologia anticollettivistica, con tratti di netto disagio nel delineare un’Italia dagli albori sociali anticapitalistici, movimentistici e di classe – scrive Luzzi -. Minuziosa, al contempo, la documentazione storica attorno alle problematiche legate alla produzione del pane in senso alimentare, economico e sociale. Questo è il mondo nel quale Cristiano costruisce e sviluppa giorno per giorno la propria identità, lavorando per coronare il sogno d’amore con la bella, virtuosa e sensibile, oltre che socialmente prestigiosa Margherita: amore a prima vista alimentato da una lontananza di un anno e mezzo, infittita di lettere e pensieri che garantiscono la vocazione reciproca, tanto naturalmente forte quanto eticamente e affettivamente matura; e il legame stesso è il motore profondo degli sforzi di promozione sociale e professionale messi in atto da Cristiano». Altrettanto interessante il tema dell’acqua: ai bagni di Tivoli nasce l’amore tra i protagonisti, dentro un’acqua curativa che ricorda singolarmente la piccola fonte solforosa in riva al lago di Poschiavo. E da qui il titolo del libro. E nell’acqua ha luogo il colpo di scena del finale del romanzo, finale irresistibile in senso propriamente narrativo. Ma l’acqua è anche alla base del mutamento economico-sociale del “Paesello” e della valle tutta.



di Clara Castoldi

L'autore Massimo Lardi
La copertina del libro
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