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La Valtellina al ... Premio Strega

Dodici libri. In tutto 3567 pagine. Da leggere in poco più di tre settimane o meno di un mese. Una lettura attenta, con una grande responsabilità: quella di esprimere la preferenza per il più prestigio concorso letterario italiano, il Premio Strega.
Da una parte un giovane, Simone Pellicioli, poschiavino ma anche con sangue tiranese nelle vene, 27 anni, studente di italianistica all'università di Friburgo in Svizzera. Dall’altra Lucia Trinca, tiranese, 62 anni, ex insegnante di scuola primaria, ora commerciante e soprattutto poetessa.
Sono i due giurati del Premio Strega, indicati dalla libreria “Il Mosaico” da Tirano e scelti dal comitato promotore fra una rosa di quattro nomi rappresentativi dei clienti più assidui.
Persone che la letteratura la macinano sia a livello di passione sia per motivi professionali e di studio. Ma una conto è leggere un libro per svago, interesse o relax, un conto è leggerlo per essere in grado di votarlo come “libro dell’anno”. «Effettivamente un po’ di ansia l’ho provata – rivela Lucia -. Innanzitutto il timore era di non riuscire a leggere per tempo tutti i 12 libri. Sono abituata a leggere, ma in questo caso ho dedicato le sere, le domenica, tutto il tempo libero. Temevo di non farcela, invece alla fine ho anche avanzato del tempo per poter riguardarli e analizzarli. E poi mi sono detta: “Sono una lettrice, sarò in grado di giudicare, no?”. Così, messe via le paure, ho affrontato con gioia questa esperienza unica e mi sono gustata la lettura». Già dalle prime pagine si capisce quali libro “funzioni”, ma «quelli che avevo in mano erano bei libri».
Trinca ha iniziato leggendo gli autori che conosceva, ovvero Marcello Fois e Alessandro Piperno, il vincitore del Premio peraltro. «Ho adorato “Malacrianza” di Giovanni Greco, peccato non sia arrivato in finale, anche se ha vinto il Premio Calvino, un libro triste, ma stupendo». Un percorso individuale quello fatto dai due giurati, ognuno sulla propria poltrona a leggere. «Non ci siamo influenzati nella lettura, a parte qualche messaggino per telefono», prosegue Trinca. «A che libro sei arrivata? Bello…? E l’altro?», si scambiavano. «Un po’ di solidarietà ci voleva dopo tutto», dice Trinca. «Mi è piaciuto questo piccolo confronto con Lucia», aggiunge Simone. E se Lucia ha votato alla fine per Piperno, Simone invece lo ha fatto per Fois che da subito lo ha colpito.
«E’ la prima volta che faccio un’esperienza di giurato di un concorso, per non parlare addirittura del Premio Strega – commenta Pellicioli, in tasca una laurea in Scienze dell’Educazione e ora impegnato nel Master di Italianistica per poter insegnare al Liceo. - Sono riuscito ad avere uno spaccato della letteratura italiana che di solito non si osserva, perché i libri si scelgono in altro modo: io, almeno, li scelgo in base agli studi e alla passione. E’ una vasta gamma quella dei libri in concorso. C’è di tutto, dal libro ricercato con citazioni dotte al libro che sembra un romanzo dell’Ottocento a libri più fruibili e alcuni da ombrellone». Fili conduttori – se possibile rintracciarli – la rabbia, il furore di vivere come motore delle vicende umane. Poi c’è la scontro fra generazioni, con chi ci precede e chi verrà, forse per trovare un posto nel mondo. Infine il punto di vista dei giovani che trovano il loro spazio.

«Ogni libro è un viaggio, un percorso e un incontro – aggiunge Simone -. Come ogni viaggio non ci lascia uguali a noi stessi, ogni libro merita di essere affrontato. Noi cambiamo in bene o male, alcuni libri cambiano la vita per sempre e altri per un giorno, ma vanno affrontati comunque L’invito è: leggeteli tutti. Ne vale la pena».
IL PREMIO 
C’è anche un po’ di Valtellina al 66° Premio Strega. E magari è questa porzione di Valtellina ad aver mosso le sorti del Premio. Sono solo due i voti che hanno separato, infatti, il primo posto dal secondo. E’ “Inserparabili, il fuoco amico dei ricordi” di Alessandro Piperno, edito da Mondadori, il libro che si è aggiudicato la prima posizione con 126 voti. Al secondo posto “Qualcosa di scritto” di Emanuele Trevi (Ponte alla Grazie” e terzo “Il silenzio dell'onda” (Rizzoli) di Gianrico Carofiglio con voti 119. Completano la cinquina “Nel tempo di mezzo” (Einaudi) di Marcello Fois con voti 48, “La colpa” (Newton Compton) di Lorenza Ghinelli con voti 16. Il Premio Strega è nato all’interno del salotto letterario di Goffredo e Maria Bellonci, dove si riunivano i suoi frequentatori gli "Amici della Domenica". Il primo vincitore del Premio Strega fu Ennio Flaiano con "Tempo di uccidere" il 16 Febbraio 1947. Ma si ricordano anche “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg, “Il nome della rosa” di Umberto Eco”, “N” di Ernesto Ferrero, “Come Dio comanda” di Niccolò Ammaniti.



di Clara Castoldi

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