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La poesia prende quota 2012

In genere si legge poco (purtroppo). C’è chi dice che oggi non si legge perché le attività di cui ci si occupa ai nostri tempi sono più numerose rispetto ai tempi passati: internet, giochi multimediali, club sportivi, necessità di lavorare (per portare extra che permettano di arrivare a fine mese), incontri con amici e colleghi, home cinema, giornali e giornaletti, fumetti, passeggiate all’aperto (soprattutto con l’arrivo della bella stagione), escursioni e chi più ne ha più ne metta.
Ma forse un piccolo segnale di qualcosa che sta cambiando c’è e viene da quelli che scrivono “andando a capo”: i poeti. Caratterizzati da una brevitas, che al giorno d’oggi è requisito fondamentale di vita. Di poeti (o simil-poeti) l’Italia è piena e anche a livello locale non si scherza. Ma, oltre a chi la poesia la compone, c’è anche chi – e sono in aumento – la legge o la ascolta partecipando a serate e incontri.
Anche in provincia di Sondrio uno spiraglio di apertura si sta registrando con un maggior interesse suscitato dalla poesia e con la promozione di iniziative culturali e poetiche. Fra tutte la più prestigiosa resta forse il concorso  letterario Renzo Sertoli Salis (quest’anno alla nona edizione), riservato alla poesia e voluto per onorare la memoria dell’uomo di studi e divulgatore di cultura. Al maggiore, intitolato a Renzo Sertoli Salis offerto dalla Fondazione Pro Valtellina, alla carriera e fuori concorso, ne sono stati uniti due nuovi, uno intitolato a padre Camillo De Piaz, offerto dalla Fondazione Credito Valtellinese, alla migliore opera edita del biennio 2010-2011, e l’altro a Grytzko Mascioni (entrambi membri della giuria dall’istituzione del concorso alla morte), offerto da Lions Club Sondrio Host, Provincia di Sondrio e Comune di Tirano, alla miglior opera prima edita nello stesso periodo. E’ giunto alla decima edizione anche il Concorso internazionale di poesia “Margherita Bassi”, nato per ricordare un’insegnante e che nel tempo è divenuto un atteso appuntamento per le scuole del nostro territorio provinciale e non solo. «Vanno nella giusta prospettiva le iniziative che si rivolgono alle nuove generazioni – dichiara Paola Mara De Maestri, poetessa e insegnante, oltre che anima di iniziative poetiche in Valle -. Ritengo importante che gli enti continuino a sostenerci e che si dia spazio a chi desidera tirare fuori la sua vocazione».
Con attrattiva anche in provincia è stato bandito anche il Premio Internazionale “Sulle Orme di Ada Negri” con tre sezioni. Nella sezione poesia, ogni concorrente può partecipare o con un libro di poesie pubblicato dopo il 1° gennaio 2009 (al vincitore sarà assegnato un premio di 2mila euro) o con al massimo due composizioni poetiche inedite non premiate o segnalate ad altri concorsi (premio mille euro). Nella sezione narrativa, si potrà partecipare con un libro di narrativa pubblicato sempre dopo il 1° gennaio 2009 (premio 2mila euro). Infine è prevista la sezione di studi dedicati ad Ada Negri, per il quale sarà assegnato un premio speciale di mille euro in memoria di Scalfi.
Bruno Ciapponi Landi, segretario del concorso Sertoli Salis, ricorda «la partecipazione ogni due anni di 40-60 poeti, la crème segnalata dagli editori nazionali. Qualche poeta valtellinese, peraltro, è stato segnalato, ma importante è il prestigio che questo concorso regala alla Valtellina portandone il nome e l’immagine fuori provincia». Cristina Pedrana (che compone la giuria del Sertoli Salis insieme al presidente Giancarlo Majorino, Ernesto Ferrero, Gilberto Isella, Giorgio Luzzi e lo stesso Bruno Ciapponi Landi) dice di intravedere un interesse per la poesia, anche nei giovani. A lei, lo ricordiamo, va il merito di aver portato la poesia del concorso nelle scuole, di aver fatto incontrare i ragazzi con i poeti. «Normalmente mi sembra che agli incontri l’interesse all’ascolto ci sia che è la cosa più importante – afferma -. Per far poesia bisogna prima ascoltarla e leggerla. Non credo nella poesia di getto. Si tratta di un’espressione importante, personale che implica una visione del tutto. Una volta c’era pregiudizio nei confronti del poeta contemporaneo, la cui scrittura era ritenuta poco comprensibile. Oggi il linguaggio poetico si è reso più semplice, più immediato. Di conseguenza noto una maggiore diffusione della lettura dei componimenti poetici che hanno la virtù di arrivare al cuore e di far crescere. Obbligano la mente ad arrivare ad un dialogo con il poeta. La poesia è fatta di illuminazione che vuole una collaborazione più intensa. Ecco che anche nella nostra Valle c’è voglia di provare questo percorso». 
Se consideriamo poi quello che diceva Andrea Zanzotto il gioco è fatto: «La poesia ha l’istantanea del pixel televisivo, dato che il suo movimento si realizza su quel piccolo telaio di sillabe che è il metro». Allora è chiaro che la poesia nell’era della comunicazione veloce e sintetica via sms, Facebook, blog e Twitter, può piacere. E, una volta tanto, siamo anche noi d’accordo se la tendenza alla contrazione va a braccetto con la brevitas. Quella poetica, però.  



di Clara Castoldi

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