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Murada e le sue 150 percussioni

Il tutto è iniziato quindici anni fa, quando Andrea Murada, durante un viaggio in India, è rimasto affascinato dal suono delle percussioni. Una volta tornato in Valtellina ha iniziato a dedicarsi a questo strumento, «un po’ per scherzo, un po’ per divertimento».
Oggi Andrea ha 35 anni e 150 strumenti a percussioni che arrivano da tutto il mondo fra tamburi a pelle o a cornice, percussioni a corde, rumori, effetti e pure strumenti che sembrano giocattoli. Una bella collezione, ma non fine a se stessa. Perché Andrea questi strumenti li suona e qualche mese fa, insieme a Max Pierini, ha inciso il suo primo cd “Stroll out Africa”, presentato già ad alcuni Festival in Italia, mentre (dopo l’anteprima al Mambo di Piateda) il 25 febbraio suonerà al Wallabies Pub di Sondrio.
«Per la verità la musica indiana è diversa da quella africana cui mi sono appassionato in seguito – racconta Andrea -. Ho iniziato studiando per dieci anni percussioni alla Civica Scuola di musica con Fausto Tagliabue. E’ stato lui a insegnarmi che la percussione non si limita solo al “percuotere”, ma può diventare anche colore, per creare ambientazione e suggestioni. In contemporanea ho seguito seminari, incontri, ho fatto altre esperienze. Sono stato in Africa diverse volte. Tre settimane fa, ad esempio, sono andato in Burkina Faso per collaborare all’organizzazione del festival Watinoma Lune Du Sahel alla periferia della capitale Ouagadougou, nel sud del Sahara». Un’esperienza bellissima per Andrea che ha conosciuto altri musicisti e gustato la musica del Continente nero dove si agisce molto d’istinto, «mentre noi europei usiamo più la mente e la ragione, anche nella musica». E proprio nelle radio africane è andato in onda il primo cd di Andrea e Pierini.
«Nel 2009 ho avuto una collaborazione con un gruppo di Milano, di nome Nickelodeon, ovvero un laboratorio aperto e sperimentale con sette musicisti – racconta Andrea -. Abbiamo fatto un disco di musica d’avanguardia, free jazz, sperimentale con molte influenze che ha avuto un discreto successo». Nel gruppo suonava il contrabbassista Max Pierini (chitarrista, contrabbasso) appassionato di blues. «Io studio da anni musica africana e blues e in Africa ho scoperto le sonorità antiche della tradizione, la radice della percussione – prosegue Andrea -. Mi sono accorto che la maggior parte della nostra musica moderna, quella che si stacca dalla musica classica, ovvero il funk, il jazz e il rock, trova le sue radici proprio in Africa. Un artista molto famoso in Africa, il chitarrista cantante Maliano Ali Farka Toureche, dice che l’albero del blues trova le sue radici in Africa, mentre i fiori e i frutti li ha sviluppati in America. Ed è proprio così, perché il blues era inizialmente musica popolare di strada fatta da neri per parlare dei propri problemi nella città».
A quel punto l’alchimia è venuta da sé. Max ha preso pezzi blues e jazz degli anni Trenta di autori afroamericani e Andrea ci ha messo sopra musiche con percussioni africane, ovvero la parte più ancestrale, più antica. Ed è nato Anma duet – ovvero il duo di Andrea e Max – e il disco “Stroll out Africa”, composto da 12 pezzi rielaborati in chiave afro blues. «Nel cd ho utilizzato percussioni particolari che si chiamano calebasse, ovvero calotte semisferiche di diverse dimensioni che si suonano colpendo con polso o pugno e producendo tre tipi di suoni. Max, invece, canta e suona una chitarra chiamata dobro, fatta con una cassa metallica e un foro molto grosso». Il disco è stato autoprodotto dal duo, registrato a casa di Andrea ad Albosaggia. «Poi naturalmente abbiamo pagato i diritti della Siae per i pezzi ripresi – spiega Andrea -. Insomma è partito per scherzo… come la mia passione e ora siamo qui». Quest’estate Murada partirà in turnée, per il secondo anno, con Hado Ima con un progetto di contaminazione etnoafrojazzblues.  «Non potrei stare più senza la mia musica oggi…».

 

IL CD
Anma duet nasce dalla fusione di due stili musicali differenti ma profondamente legati da antiche radici storiche: il rhythm’n’blues afro-americano dei primi del ‘900 e la musica tradizionale africana della regione sub-sahariana (Sahel: Mali, Burkina Faso ecc.).
Le percussioni di Andrea Murada, calebasse e talking drums, si intrecciano alle note della chitarra e della voce di Max Pierini, rievocando il suono acustico dell’Africa e riportando il blues americano alle sue origini. Gli anni di esperienza di entrambi i musicisti nei due generi specifici (Andrea trascorre diversi mesi all’anno in Africa, Max suona blues da sempre), si fondono per dare vita a un’esperienza sonora nuova e antica al tempo stesso.
Nato alla fine del 2010, il duo Anma ha già potuto partecipare a importanti manifestazioni culturali e musicali, come il Summer Jamboree festival di Senigallia (2011) e Trame di Terra di Crema (2011). Ha co-prodotto il suo primo cd album Stroll out Africa (2011) con la Vintage Roots Records di Inzago, per dare vita a un’esperienza sonora nuova e antica al tempo stesso.



di Clara Castoldi

Andrea Murada in concerto
Il duo ANMA
La copertina del CD
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