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Ritratto di S. Ignazio: operazione salvataggio

Al Museo di Sondrio si è sempre esposto con attenzione il ritratto di Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù (Gesuiti) e che nel 1622 è stato proclamato santo da papa Gregorio XV. «Sapevamo che era importante», dice la direttrice Angela Dell’Oca. Importante perché pare l’unico ritratto originale del santo vivente, tanto che sono venuti a studiarlo dalla Casa Generalizia di Roma.
Un giorno, quasi per una casualità, si è scoperto qualcosa che avrebbe potuto essere irreparabile per il dipinto: un buco, quasi una galleria, nella cornice lignea scavata da chissà quale insetto. Non di sicuro un tarlo, che fa buchini piccolissimi. Da lì è cominciato il percorso di recupero di cornice e quadro che si spera di poter concludere in maniera completa.
«Due anni fa, in base ad un progetto regionale, ho commissionato alla nostra restauratrice, Paola Gusmeroli, schede su materiali di particolare fragilità come tavole lignee e sculture lignee che possono essere attaccate dal tarlo – spiega la direttrice, Angela Dell’Oca -. Ho messo l’occhio su una selezione di venti opere mirate e così si è scoperta la presenza di un insetto che stava mangiando la cornice, con un danno molto forte sul retro della stessa. Si tratta, tra l’altro, di una cornice importante, antica che “dice” molte cose del quadro. Siamo intervenuti immediatamente, anche se sembrava quello di S. Ignazio un dipinto senza particolari problemi di conservazione. Abbiamo mandato al restauro questo oggetto, tenendo conto che non abbiamo risorse per i restauri, se non risicate e che vengono destinate alle emergenze». Come in questo caso. Ora il dipinto - donato nel 1949 dalla nobile Giuseppina Guicciardi di Ponte in Valtellina al Museo - si trova allo Studio Parma a Milano per il restauro. Il Museo ha avviato la ricerca di approfondimento scientifico e di studio critico. Un sponsor ha pagato le complesse indagini diagnostiche, condotte dalla ditta Palladio di Vicenza (che è la stessa che ha fatto quelle sul Compianto di Caspano). Non sono indagini distruttive; il Museo ha chiesto autorizzazione alla Soprintendenza (il dipinto è, però, di proprietà del Comune) per prelevare quattro frammenti micron da cui dedurre la composizione materica e, quindi, dare una datazione del dipinto. Le operazioni eseguite sono state dunque la disinfestazione, la rimozione della cornice e della tela dal telaio sostituito con uno più compatibile. Sono state tolte anche le dipinture maldestre, fatte durante il restauro degli anni Cinquanta.
Dalle indagini si è stabilito che i materiali utilizzati sono compatibili con una stesura del 1500. La data presunta del dipinto è del 1543, una data anticipata rispetto alla produzione delle immagini di Ignazio, morto nel 1556. Sulla cornice si legge questa scritta: “Vera effigie di  S. Ignazio di Loyola portata da Roma, ancor lui vivente, da p. Nicolò Bobadilla, e donata a Giovanni Maria Guicciardi in presidio suo  e della sua famiglia, e come testimonianza di affetto a.o 1543”. «Non sappiamo bene – prosegue la direttrice - come il ritratto sia giunto alla famiglia Guicciardi, ma Bobadilla venne più volte in Valtellina per la creazione di un Collegio, anche se in anni posteriori alla data del ritratto. Diamo per buona la data del 1543, ma è chiaro che è tutto da ricercare.  Chi ha fatto le indagini non sa nulla del nostro studio critico, quindi ha lavorato in autonomia. Ovviamente è stata individuato il secolo, ma l’affresco potrebbe essere anche posteriore alla morte. Altre informazioni reperite riguardano l’autore del dipinto. Siamo di fronte ad una stesura veloce, fatta da una persona che sapeva dipingere ma non era professionista e non particolarmente esperta, tanto che l’imprimitura della tela non è stata fatta asciugare bene, la seconda base si è attaccata così con la prima. Una cosa che un pittore esperto non avrebbe fatto».
Il Museo ha trovato nel proprio budget risorse per il primo lotto di intervento ed è stato chiesto alla Regione Lombardia il finanziamento per il secondo lotto. Entro novembre si dovrebbe avere una risposta che, se non sarà positiva, comporterà di interrompere il restauro a metà. E sarebbe un peccato…



di Clara Castoldi

Ritratto di Sant’Ignazio di Loyola
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