Menu di navigazione

 
La "masùn" Beltramelli diventa museo del passato

IL PROGETTO
Un “museo del passato” in contrada Beltramelli a Villa di Tirano. Non un museo “tradizionale” dove per entrare devi pagare il biglietto, ma un luogo dove recarsi liberamente (ovviamente con visita  guidata) per conoscere come si viveva una volta nelle famiglie dei contadini. In un gruppo di case una aggrappata all’altra, nel centro storico del paese, c’è un fabbricato sviluppato su quattro piani per un totale di 200 metri quadrati di superficie tornato a nuovo, anzi al “nuovo vecchio” potremmo dire.
L’iniziativa, intraprendente e rispettosa insieme, è di quattro giovani che negli ultimi cinque anni hanno ritirato – e con fatica visto il frazionamento delle proprietà - due ali della corte in contrada Beltramelli (per intendersi quella di fronte alla nuova casa di riposo recentemente inaugurata) dai precedenti proprietari fra cui Giovanni Morelli, l’artigiano che realizza gli ambienti del passato in miniatura e che si è riservato ora una collocazione per le sue opere al penultimo piano.
Daniele Sambrizzi e il fratello Matteo (originari di Valdisotto), Nadia Andreis di Brescia e Fulvio Santarossa (l’unico di Villa) sono i quattro ragazzi che nella vita lavorano come architetti e un ingegnere (Matteo) e che hanno deciso di far rivivere questo ambiente rurale per farlo conoscere ai bambini, per farlo ricordare agli anziani, per recuperare una parte della storia del paese. E per farlo non hanno stravolto quello che c’era. Tutt’altro. Il restauro è stato conservativo nel vero senso del termine, mantenendo la peculiarità storiche e architettoniche del nucleo, con un adeguamento soltanto dal punto di vista igienico, perché una volta cioè non c’era il bagno con la doccia nelle stanze. Basta visitare questa sorta di museo a Beltramelli per capire di cosa stiamo parlando. Già nella corte fra ruote di vecchi carri, granoturco appeso ai balconi, vecchi pentoloni, un antico pozzo sembra di fare un tuffo negli anni addietro. Un locale è stato adibito a stalla, uno a forno dove poter fare dimostrazioni di cottura del pane di segale e lì vicino ci sono pure le cantine dove una volta c’era la “cucinaccia”. Le famiglie si ritrovavano al fumo del camino per cucinare la polenta. Si sente ancora l’odore del fumo, mentre la fuliggine ha annerito il soffitto, rimasto tale e quale ad allora. Le porte sono state solo pulite e lasciate com’erano. Si sale e si possono visitare le camere dove di confort non ce ne sono. Letto in legno, cassettoni, qualche utensile appeso qua e là, pavimento in lastricato come si faceva una volta. Una parte di casa intonacata e una no, perché non c’era sempre “convergenza” di scelte architettoniche una volta. Unica moderna introduzione quella dei servizi igienici – poiché l’intenzione è quella di trasformare in un futuro alcuni spazi in camere da affittare -, ma anche in questo caso in modo rispettoso: la doccia non è piastrellata, ma ha un rivestimento di muratura con la resina. I lavandini sono di pietra. Daniele e Matteo, nipoti di uno scalpellino, hanno messo a frutto gli insegnanti del nonno realizzandoli con le loro stesse mani. In un labirinto di scale e porte si sale alla scoperta di un fienile profumato per arrivare fino al quarto piano ricostruito con legni e vetrate, dove la vista del circondario di Villa è stupenda e dove è stato ricavato un ambiente aperto e soleggiato per ospitare mostre, convegni o eventi di vario tipo. Naturalmente durante le visite guidate si può utilizzare una scala più ampia in legno oppure un ascensore a vetrate integrato perfettamente negli spazi per raggiungere i quattro piani del museo.

GLI IDEATORI
«Ci è voluto un pizzico di pazzia per avviare un’operazione del genere, ma se non si rischia da giovani non lo si fa più. Ci stiamo provando». Daniele Sambrizzi parla a nome dei suoi amici (Matteo Sambrizzi, Fulvio Santarossa e Nadia Andreis) con i quali ha fondato la società “Valtellina rurale” per realizzare a Villa il progetto di recupero di una porzione della contrada Beltramelli. Gli ingredienti di questa innovativa esperienza sono diversi: intraprendenza e un po’ di temerarietà, visti i tempi in cui i soldi sono un problema per tutti, ma anche capacità tecnica e una filosofia di vita e professionale in linea con una sorta di ritorno alle origini. Per poi ripartire da lì per far fruttare, anche economicamente e turisticamente, la contrada.
«Siamo in pista con questo progetto ormai da cinque anni – racconta Daniele, originario di Valdisotto ma ora residente a Villa -. Abbiamo acquisito porzioni di fabbricato pian piano per un investimento di circa 200mila euro e poi è partito l’intervento del costo complessivo di un milione di euro, che ha goduto di un finanziamento sul piano di sviluppo rurale. L’impegno nell’immediato è stato quello di salvaguardare la contrada, nel futuro sarà quello di farla vivere, di far tornare la gente ad abitarci. Quando l’abbiamo preso in mano, lo stabile era completamente abbandonato. Lavorando in questo modo dovremmo riuscire a dare un utilizzo diverso. Ci sono tre camere che potremo in futuro affittare ai turisti per esempio, ma tutto il resto va studiato e pensato». Il team ha ufficialmente inaugurato il recupero delle contrada in occasione della Sagra della mela e dell’uva proprio per averne un lancio, visto che Villa sarà presa d’assalto oggi dai visitatori che potranno essere condotti al “museo” Beltramelli. Le visite poi proseguiranno in seguito coinvolgendo le scuole e i turisti.
«Per noi questo è una specie di scrigno dove abbiamo messo tutti i nostri sogni e la nostra passione – dice ancora l’architetto -. Ora lo scrigno deve essere riempito di tante altre cose, con la fantasia di tutti quelli che vorranno parteciparvi».
LE VISITE
La “masùn” Beltramelli è già stata presa d’assalto dai visitatori ad una settimana sola dall’inaugurazione, avvenuta in apertura della Sagra della mela e dell’uva. Domenica scorsa migliaia di persone l’hanno vista e apprezzata, mentre durante la settimana alcune scolaresche sono state accompagnate da Antonella Morelli (figlia di Giovanni Morelli che ha realizzato le miniature esposte) in gita a fare un “tuffo” nella storia dei loro nonni. L’intenzione dei quattro amici è quella di proseguire in questa direzione incrementando il numero delle visite. Inoltre continuerà la collaborazione con il consorzio turistico Terziere Superiore per l’organizzazione di eventi all’ultimo piano del fabbricato.
Per ora si può prenotare la visita scrivendo una mail a valtellinarurale@gmail.com oppure telefonando a Fulvio 3389136426 o a Daniele 3381905445.



di Clara Castoldi

Lo stabile restaurato
Il team
Particolare
Ritorna alla pagina precedente
Abriga.it nasce come portale della cultura, delle tradizioni, delle bellezze paesaggistiche del territorio di Aprica.
Nelle pagine si potrà trovare tutto ciò che ha attinenza con la nostra storia, ma anche con l'attualità.
Pagina creata in: 0.006 sec
Tutto il materiale in questo sito è © 2004-2020 di Abriga.it C.F. 92022100140 Informativa legale

All rights reserved