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Il Valorsa a Boalzo

Chi di “boalzite” è benevolmente malato, parla di Boalzo – la piccola frazione valliva di Teglio – come un luogo quasi eletto, prescelto dalle famiglie nobiliari del passato per trascorrervi molti mesi dell’anno proprio per il clima e la bellezza del posto. E camminando fra coltivazioni di kiwi e altri deliziosi frutti della zona non si può non apprezzare la calma, la pace e il profumo della natura. Ed è proprio passeggiando in queste viuzze poco trafficate che si scopre – su un’altura – una chiesa. La chiesa di S.Abbondio si trova proprio lì su una lieve collina (è consigliato andarci a piedi visto che la strada è stretta e ripida) che domina questa parte di valle. La visita vale davvero la pena non solo per la delizia della località, ma anche per conoscere un affresco di Cipriano Valorsa, il noto pittore grosino, dipinto nel 1563 nell’arengo o “conventus” antistante. L’affresco, insieme a quello presente a lato della cappella laterale della chiesa di S.Abbondio, è stato recentemente riportato a nuova e “rispettosa” luce grazie all’intervento condotto da Michele Rossetti per conto dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio, degli Amici di Boalzo e contributo d ileterminante di un socio dell’Accademia. Il restauro condotto dall’esperto si è “limitato” alla pulitura, al consolidamento e al ritocco pittorico reintegrando, dove possibile, l’apparato figurativo, ma anche ha dato lustro a Boalzo, dove avevano dimora, per l’amenità del clima, i clivi coltivati a vigneto, frutteto e giardino, nobili famiglie locali e foranee, tra cui i Gatti, i Piatti, i De Simone, forse i Mevio, i Moroni, i Bianchi. Tornando agli affreschi, l’idea del restauro è venuta al Procuratore della Repubblica di Sondrio, Gianfranco Avella, che, dopo essersi confrontato con il cittadino (illustre) di Boalzo, il gip Pietro Della Pona che, in cuor suo da tempo desiderava far qualcosa per la sua comunità, ha interessato l’Accademia del Pizzocchero e il suo presidente Rezio Donchi. Dalle parole si è passati subito ai fatti e a dicembre sono iniziati i lavori di restauro, in accordo con la Soprintendenza milanese. L’affresco del grosino Valorsa presenta al centro sotto un trono la Madonna che tiene sulle ginocchia Gesù con ai lati i santi Rocco e Sebastiano, raffigurati secondo la tradizionale iconografia, il primo mentre mostra la piaga della peste (ai suoi piedi anche il cagnolino che gli portava ogni giorno una pagnottina rubata al padrone), il secondo trafitto dalle frecce del carnefice. Valorsa, con la consueta dolcezza di immagini vicine all’immaginario dei devoti del suo tempo affascina nella semplicità raffigurativa accompagnata dal delicato cromatismo degli incarnati e dai misurati colori dell’insieme compositivo di piacevole effetto. Sul fianco meridionale della chiesa resta la parte superiore di un S. Cristoforo, patrono dei viandanti, con il Bambino Gesù sulla spalla destra. L’immagine gigantesca era tale per essere vista anche da lontano, «ma forse anche – azzarda Della Pona – in funzione benaugurale contro i danni del torrente Rio. Lo sguardo del santo è rivolto infatti verso sinistra». La visita è assolutamente consigliata. Percorso: lungo la statale 38, dopo Tresenda in direzione Tirano, prendere la seconda deviazione per Boalzo, all’incrocio girare a destra e seguire il cartello per l’agriturismo “Il vecchio torchio”, finché non si scorge il campanile della chiesa. Dove si può è meglio lasciare l’auto e proseguire per qualche metro a piedi.

di Clara Castoldi

L'affresco
L'affresco
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