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Intervista ad Alberto Negri

Lo incontro a casa sua, in una serata fredda e gonfia di pioggia, che solo per ragioni di calendario è da annoverare nel mese di maggio. Mi fa accomodare in un piccolo locale attiguo all'ingresso, dove una stufa a legna dona una piacevole sensazione di caldo anche da spenta.
L'ambiente è accogliente, ci sediamo attorno ad un tavolo; gli spiego il motivo della mia presenza e subito ha inizio un'interessante chiacchierata fra amici, persone che si conoscono e si rispettano da tempo.

Cosa significa oggi essere Maestro di sci, dal lato professionale?

Oggi il Maestro di sci deve essere oltre ad un tecnico dello sci nel senso stretto della parola, anche un operatore turistico con il compito di far conoscere e propagandare le bellezze del proprio paese, dare consigli su come gestire la vacanza e informare sulle offerte della località.
Una figura dalla duplice professionalità: quella del settore in cui opera, ossia l'insegnamento della tecnica dello sci e quella di "guida della vacanza" per i turisti, in modo da rendere appetibile la stazione.
Per far questo deve inoltre cercare di esaltare le qualità positive del proprio paese e mitigarne i difetti.

In che modo è cambiata la figura del Maestro di sci negli ultimi 20 anni?

Io sono diventato Maestro di sci nel 1971, 35 anni fa.
Allora bastava un valido sciatore per diventare Maestro di sci, anche se possedeva un supporto teorico e didattico appena sufficiente.
Oggi il Maestro di sci deve essere sempre un bravo sciatore, ma anche avere una buona cultura di base.
Quindi deve essere un valido insegnante a livello didattico, aggiornato e più preparato di quanto non fosse negli anni '70.
Quando io sono diventato Maestro ho dovuto frequentare un corso di 30 giorni, ma sono diventato Maestro effettivo di primo grado solo dopo aver sostenuto ben 3 esami; in seguito c'è stato un momento di confusione, poi si è passati al Maestro regionale, con varie sanatorie.
Oggi la situazione è cambiata, i corsi durano praticamente un anno, sono molto selettivi con teoria, didattica e cultura di base.
Ciò permette al Maestro di uscire professionalmente preparato, anche se poi è comunque necessario fare esperienza sul campo.
Il cliente attuale ha meno tempo a disposizione, vuole imparare in fretta e i materiali glielo permettono, quindi il Maestro deve essere preparato ad insegnare bene e velocemente.
Un tempo il Maestro di sci era colui che accompagnava le persone sulla neve per insegnargli a sciare, limitando il contatto a questo compito.
Oggi la sua figura opera in un contesto più ampio: il dover stare vicino al turista anche in momenti non operativi, gli impone di avere un approccio diverso verso il cliente, con il quale si parla di tante cose e non solo di sci durante le pause (esempio: quando si sale insieme con gli impianti, durante la premiazione di una gara, ecc.).

L'importanza del Maestro di sci in una stazione turistica.

Il Maestro di sci è una componente dei servizi di una stazione turistica.
E' impensabile che esista una stazione di sci con alberghi, impianti e altre strutture senza Scuola di sci.
La Scuola sci è essenziale per soddisfare una specifica domanda del villeggiante.
Sono convintissimo che se mancasse la Scuola di sci in una località, tanta gente non verrebbe a sciare perché non può fare lezione.
In estate la situazione è diversa: alcuni anni fa c'erano le scuole estive che impiegavano la maggior parte dei Maestri anche durante la bella stagione, oggi il loro numero è così elevato che questa soluzione sarebbe impraticabile.
In questo momento i Maestri di sci in estate svolgono attività diverse, prevalentemente in proprio.
La possibilità di "riciclarsi" come Guida alpina o Accompagnatore di media montagna potrebbe essere un'alternativa per qualcuno, ma non sempre si trovano le persone adatte, disposte a sacrifici per esercitare una simile professione.
Sicuramente operando a contatto con la natura, in un ambiente che già conosce per la continua frequentazione invernale, faciliterebbe molto il Maestro di sci in questo tipo di lavoro; ne sono d'esempio i molti Maestri che sono anche Guide alpine.
Si otterrebbe oltretutto un duplice scopo: avere un professionista che d'estate propaganda l'inverno e d'inverno promoziona l'estate.

In una località è meglio avere una o più Scuole di sci?

Dal punto di vista del turista sicuramente meglio avere più Scuole sci in una stessa località, la concorrenza può essere favorevole per una moderazione delle tariffe e per permettere una scelta più ampia, con servizi diversi.
Per la località una sola Scuola di sci è garanzia di offerta di servizi importanti nell'interesse del paese.
Il monopolio soddisfa richieste di gruppi numerosi e, potendo disporre di un numero consistente di Maestri, la Scuola sci può rendersi utile e disponibile nell'organizzazione delle gare e degli intrattenimenti.

Qual è il futuro dei Maestri di sci?

Non vedo buone prospettive.
Coloro che hanno intenzione di intraprendere questa professione sono sempre meno.
I motivi di questo calo di interesse sono essenzialmente due: i costi e i tempi necessari per avere il diploma ed essere abilitato all'insegnamento (almeno due anni di tempo con il rischio di non essere giudicato idoneo); i guadagni non sono esaltanti e la conseguente necessità di avere un lavoro alternativo è un ulteriore freno.
Ciò che era una professione ambita fino a qualche decennio fa, ora per i giovani non lo è più; sempre meno sono attratti da questa prospettiva.

Un consiglio per i giovani che intendono intraprendere questa professione.

Innanzitutto devono avere una base di buon livello agonistico e una grande passione verso l'insegnamento, non si deve pensare che indossare una divisa renda tutto facile.
Si tratta di un lavoro svolto all'aria aperta, alle volte con freddo intenso, neve, pioggia e vento, e come tale la situazione ambientale e lo sforzo fisico richiedono fatica.
Spesso la sera si hanno degli acciacchi che sicuramente non rendono piacevole il pensiero del giorno successivo.
E' inoltre indispensabile pensare ad un lavoro alternativo durante i mesi in cui non si scia.
Questo se un giovane pensa di farsi una famiglia e di poterla mantenere.

Aprica ha valorizzato la figura del Maestro di sci?

Aprica, a mio avviso, ancora non si è resa conto che il Maestro di sci è una componente essenziale per il turismo invernale.
Comunemente si crede che questa professione sia indice di facili guadagni, di divertimento e quindi non ha il giusto apprezzamento, quello che si dovrebbe riservare ad un importante operatore turistico.
E' un discorso di carattere più generale, che coinvolge quasi tutte le località invernali, le quali tendono a "snobbare" questa figura.
Ricordo che lo scorso anno a Livigno i Maestri hanno scioperato per tre giorni, solo quando la gente ha cominciato a lasciare gli alberghi perché impossibilitati a fare lezione, gli operatori si sono resi conto dell'importanza di questo servizio.
Questa protesta estrema è maturata per il poco apprezzamento da parte di impiantisti, albergatori e operatori turistici in genere verso i Maestri i quali si sono astenuti dal lavoro per far ricredere chi non capiva l'essenzialità del loro lavoro.

Che rapporti ha avuto la Scuola di sci con le Società degli Impianti di risalita?

I rapporti con le Società degli Impianti sono stati discreti. Credo non vi sia stato grande entusiasmo da parte loro nei nostri confronti.
Mi ricollego a quanto dicevo prima: forse sono convinti che i Maestri guadagnino soltanto, dimenticando che accompagnano la gente sugli impianti e lungo le piste, e si preoccupano della loro sicurezza.
Quando c'è da organizzare qualche manifestazione siamo sempre i primi ad essere coinvolti e non neghiamo mai la nostra collaborazione.
Indubbiamente il Maestro di sci utilizza l'impianto per un guadagno personale, ma porta dei clienti che pagano il biglietto; mi chiedo: senza la sua presenza queste persone avrebbero usufruito degli impianti da sci?
Auspico una maggiore collaborazione e più dialogo tra i Maestri di sci e gli Impiantisti, ciò produrrebbe sicuramente vantaggi per entrambe le parti.

Qual è stata l'evoluzione dei clienti della Scuola di sci?

Sono anni che in prevalenza i clienti della Scuola di sci sono gruppi organizzati. In particolare Scuole, Sci Club e Agenzie italiane ed estere.
Il fatto di doverci confrontare con dei clienti stranieri ci ha obbligato ad aggiornarci, frequentando appositi corsi e preparandoci sulla terminologia tecnica in lingua inglese (turista estero prevalente).
Ora disponiamo di un gruppo di Maestri ben preparati ed in grado di insegnare, facendosi capire, anche a chi proviene dall'estero.
Le Agenzie inglesi sono soddisfatte del nostro grado di conoscenza della lingua, anche se limitato ai termini tecnici e non generalizzato.

Esiste oggi la necessità di un continuo aggiornamento, in che modo avviene per la categoria?

Ogni tre anni c'è un corso di aggiornamento obbligatorio stabilito dalla Regione Lombardia.
Durante questo corso si discute un po' di tutto: dalle problematiche delle Scuole di Sci all'evoluzione della tecnica, alla metodologia di insegnamento. Per ora la lingua è solo a livello di specializzazione, non è obbligatoria.
Il Corso, come dicevo prima, spazia su temi di carattere generale e i docenti sono dei professionisti in varie materie.

La nuova frontiera del turismo, individuata nei paesi dell'est, a voi porta qualcosa?

Per ora nulla.
I clienti che provengono dai Paesi dell'est arrivano già organizzati, ma nella maggioranza sono già sciatori di buon livello.
Se hanno necessità di Maestri provvedono direttamente, portandoli dal loro paese, anche se non sono riconosciuti dalla CEE, adducendo il problema della lingua.
A Livigno c'è stato un problema, sembra che vi sia stata una denuncia nei confronti di un'Agenzia che utilizzava Maestri dell'est, ma tutto si è poi appianato quando l'Agenzia ha ventilato la possibilità di togliere Livigno dai propri programmi di soggiorno.
Io credo che non sia produttivo andare a scontrarsi con queste Agenzie che, piaccia o no, portano a impianti, alberghi, negozi di noleggio sci e case private un beneficio economico.
Meglio un quieto vivere e cercare altri clienti ai quali offrire i propri servizi.

Maestro per lo sci di fondo, cosa ne pensi?

Noi abbiamo provato a gestire il servizio avvalendoci di Maestri delle vicinanze, Tirano e Sondrio, e abbiamo constatato che le richieste sono limitate.
Un Maestro di sci di fondo fisso è un costo per la Scuola, un lusso che non si può permettere.
Penso sia compito di tutta la località e non solo nostro quello di intervenire per consentire l'erogazione di servizi che sono in deficit.
Ci si deve mettere a tavolino, tutti assieme, e sviscerare il problema.
Probabilmente se si inizia oggi, dopo alcuni anni si potrà pensare anche ad avere un Maestro di Aprica.
Io ho lasciato da pochi giorni il mio incarico di Direttore della Scuola di sci, sarà compito del mio successore e dei giovani proporre e trovare soluzioni anche a questo problema.

Come vedi il futuro di Aprica?

Aprica avrà bisogno di "grandi numeri", perché è strutturata per funzionare con "grandi numeri".
Se avremo la forza di dotare la nostra località di nuovi servizi, potremo sicuramente essere concorrenziali e affrontare il mercato alla pari di altre stazioni turistiche.
In questo momento particolare qualità e prezzi sono i due elementi che determinano le scelte dei clienti.
Ci dobbiamo rendere conto che la monocultura dello sci è scomparsa (basta pensare all'estate con lo sci estivo in caduta libera, sorretto solo dal settore agonistico giovanile).
La scommessa è quella di proporre offerte adeguate alle crescenti e reali necessità dei turisti a costi accessibili.

Non abbiamo ancora terminato il nostro cordialissimo colloquio e il mio interlocutore si presenta con un aperitivo. Lo sorseggio piano piano, mentre Alberto è alla ricerca di una sua foto che non trova. E' trascorsa un'ora, ma non ce ne siamo accorti. La cena ci aspetta. Ho avuto l'impressione di una persona preparata, disponibile al dialogo, innamorata del proprio paese e di grande esperienza. Ci lasciamo con una pacca sulle spalle, dandoci appuntamento al giorno successivo per la foto. Chissà, mi domando sulla via di casa, cosa ci riserva il cambio generazionale in atto.
Capiranno i giovani che il benessere di oggi è frutto del lavoro di chi li ha preceduti?


Mi impongo di essere ottimista e, guardando verso il cielo e odorando l'aria di primavera, penso che, prima o poi, cesserà la pioggia e tornerà il sereno.


di Abriga.it

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