Menu di navigazione

 
L'Orlando Furioso a Talamona

Potrebbe essere proprio “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto il tema che guiderà la Valtellina verso l’appuntamento di Expo 2015.
Un soggetto ampiamente trattato quest’estate con le numerose iniziative tenutesi a Teglio, località che ha passato il testimone, proprio qualche settimana fa, a Talamona.
L’ambizioso auspicio, che il fil rouge ariostesco – unificante e condivisibile anche per altre regioni italiane ed europee – possa essere il marchio valtellinese all’esposizione internazionale è espresso, con la piena condivisione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, dall’associazione Bradamante che ha organizzato a Talamona due giornate dedicate al Furioso.

L’associazione Bradamante

L’associazione – è bene ricordarlo - è stata fondata nel luglio 2008 a Teglio da nove soci fondatori valtellinesi, con l’intento di valorizzare i tre cicli affrescati rinascimentali che raffigurano l’Orlando Furioso a palazzo Besta di Teglio, al Castel Masegra di Sondrio e a palazzo Valenti di Talamona.
Un sodalizio che molto si sta impegnando e che ha addirittura ottenuto dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, la disponibilità a concedere il patrocinio della Città di Venezia per le iniziative che dovessero svolgersi nel suo territorio.
«Il tema letterario e comunicativo dell’Orlando Furioso, vera e propria impresa editoriale già dalla sua prima edizione del 1516 – spiegano dal sodalizio -, ha provocato fino ai giorni nostri innumerevoli manifestazioni letterarie ed artistiche, dal teatro, all’opera di Vivaldi e di Handel, dalla pittura a fresco e su tela, alla tradizione dei Pupi Siciliani, da riproporre o alle quali ispirarsi per gli eventi locali.
Il nostro è un progetto allargato alle attività culturali e produttive del territorio e coinvolge enti, istituzioni, scuole, associazioni ed aziende con l’obiettivo di creare un itinerario turistico/culturale di qualità nell’ambiente montano con il riferimento di una delle più grandi opere della letteratura classica italiana.
Un’occasione per dare alla Valtellina una identità forte e riconoscibile oltre i suoi confini provinciali.
Quello che ci preme è la collaborazione tra scuole ed aziende per la creazione di prodotti industriali, artigianali tessili, vetrari e cartografici legati alle immagini e alla storia del Furioso in Valtellina e alla loro reinterpretazione per la creazione di un merchandising di qualità a supporto di un turismo culturale e gastronomico di eccellenza».

Le tappe

Ma vediamo le tappe di questo percorso iniziato in primavera.
L’8 maggio l’Associazione Bradamante ha visitato la mostra “Imaginaire de l’Arioste, l’Arioste imaginé” che si è tenuta al museo del Louvre di Parigi, incentrata sulla fortuna figurativa del Furioso in varie epoche, dalle prime edizioni a stampa ai dipinti del grande Ingres.
Durante il convegno parigino l’Arioste et les Artes, organizzato dal museo del Louvre con l’Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara gli studiosi pisani hanno portato la notizia inedita della presenza di ben tre affreschi sull’Orlando Furioso in Valtellina.
Il 21 e 22 maggio Bradamante è stata invitata dalla Scuola Normale Superiore di Pisa al convegno “Vedrò d’Orlando – Ricezione del Furioso tra immagini e parole” Convegno conclusivo del progetto PRIN 06 “L'Orlando Furioso e la sua fortuna figurativa”.
Il 4 luglio 2009 le manifestazioni hanno preso avvio a palazzo Besta con una importante mostra organizzata dal Comune di Teglio e dalla SBAP di Milano, per la valorizzazione del ciclo dell’Orlando Furioso affrescato nel salone d’onore, con la collaborazione dell’Università di Pisa, della Soprintendenza ai Beni Artistici, della Biblioteca Braidense, dell’Associazione Bradamante e dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio e di HAL 9000.

L’evento è stato caratterizzato dall’esposizione di una copia dell’edizione di Giolito de’ Ferrari del 1547 e dall’installazione di un touch screen che permette la visione ad altissima definizione sia degli affreschi che del libro antico.
Sono stati installati pannelli esplicativi sotto i 21 riquadri, che riportano la spiegazione degli episodi secondo gli ultimi studi di Monica Zampetti, Valeria Barboni, e Federica Caneparo dell’Università e della SNS di Pisa.
Il Liceo artistico di Morbegno ha esposto i lavori prodotti dagli studenti con i loro insegnanti durante l’anno scolastico.
Il 25 e 26 luglio, il sindaco di Teglio e di Talamona, con la collaborazione dell’associazione Bradamante e dell’Accademia del Pizzocchero hanno ospitato Monica Preti-Hamard curatrice della mostra e del convegno del Museo del Louvre, in visita a palazzo Besta, a palazzo Valenti.
Il Comune di Sondrio ha disposto l’apertura della sala di Castel Masegra e l’accoglienza a Museo di Arte e Storia Valtellinese.

Palazzo Valenti

Ed eccoci arrivati a Talamona dove non tutti finora sapevano della presenza di un affresco in tema ariostesco sulla facciata di palazzo Valenti situato in località Piantellina.

La due giorni talamonese è stata, così, l’occasione per conoscere palazzo Valenti appartenuto prima del 1828 alla nobile famiglia Spini, e ceduto in quell'anno dal capitano Don Celestino Spini, cavaliere della Corona di Ferro e dalla di lui consorte Francesca Scanagatta, già tenente delle truppe austriache, eroina milanese, a Gian Battista Valenti, trisavolo della attuale proprietaria.
Il capostipite della famiglia Spini (Iacobus dictus Spinus de Betinzono de Poletis di Campo Tartano) risulta già morto nel 1572 e solo più tardi i suoi discendenti si portarono a Talamona.
Tuttavia pare che un altro ramo della famiglia occupasse già da tempo la dimora talamonese, dove nel muro meridionale della cantina si trova incisa la data 1575.
I nobili Spini, famiglia di consoli, notai, e militari, possedevano molte altre proprietà a Talamona e in altri comuni della Valtellina, tuttavia si crede che delle loro case questa sia l'unica giunta ai giorni nostri pressoché integra nella struttura originale e così ricca di memorie.
Il palazzo Valenti ubicato in località Piantellina, poco sopra la centralissima contrada Piazza, è quindi oggi nel suo complesso un esempio di grande valore culturale e ambientale.
La preziosa facciata del palazzo, dimenticata dalle cronache della storia locale sebbene rappresenti uno dei maggiori esempi di facciata rinascimentale affrescata in Valtellina, si scorge già dalla centrale strada che porta il nome del celebre ritrattista e affrescatore G.Gavazzeni (1841-1907).
La decorazione è suddivisa nel numero di tre ordini corrispondenti ai piani rescata con una decorazione suddivisa in tre fasce: base a finto bugnato - fascia centrale con fregi marcapiani, cariatidi e timpani a contorno delle finestre e delimitanti 6 riquadri rappresentanti scene epiche - fascia superiore con cornici delimitanti altri 6 riquadri rappresentanti scene epiche.
Al centro di questa facciata si ha un austero portale in pietra con portone in legno.

Il Furioso a Talamona

L’occasione del restauro nel 1999 ha sollecitato necessariamente un approfondimento delle conoscenze sul bene in questione: le informazioni raccolte hanno rivelato una complessità di aspetti culturali di portata notevolissima.
Gli studi condotti nel corso dei restauri, durante i quali sono emersi particolari che in precedenza non erano visibili, hanno svelato che le scene dipinte rappresentano alcuni canti dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.
Un ulteriore confronto tra i primi canti dell’opera e le scene raffigurate ha provato l’esattezza di quanto intuito, poi definitivamente confermato da una prima ricerca delle fonti iconografiche alla Biblioteca Ariostea di Ferrara, riconoscibili principalmente nell’edizione veneziana del 1542 di Giolito de’ Ferrari, e con riferimenti anche ad altre pubblicazioni.
La prima scena in alto a sinistra illustra infatti, seppur con qualche licenza artistica, quanto narrato dall’Ariosto nel I° canto a proposito di Ferraù.
La facciata dipinta del palazzo Valenti, nelle sua espressione architettonica, artistica e narrativa, ha portato ai giorni nostri l’incarnazione dell’ideale classico.
Dall’accorpamento delle diverse strutture fu infatti ricavata una facciata con caratteristiche di simmetria che resero possibile la composizione di una architettura dipinta secondo i canoni dell’architettura rinascimentale, completata dalle illustrazioni del poema che fu il simbolo della letteratura del tempo.
L’evento dovette essere all’epoca espressione altissima e tempestiva dei valori del Rinascimento in una coralità di manifestazioni che dimostrano una capacità di recepimento non indifferente e testimoniano la piena partecipazione ai movimenti culturali del momento.
Il valore dell’affresco talamonese è accresciuto da un livello artistico notevole, e da una composizione vigorosa e armonica; la dimostrata conoscenza degli elementi architettonici classici, l’equilibro nella scelta dei colori, la sapiente stesura dei materiali, e l’originale interpretazione delle fonti iconografiche, ne fanno un’opera qualitativamente elevata.
Le indubbie capacità e conoscenze dell’autore, si confermano nella figura della “Madonna con bambino tra gli angeli” inserita nel basamento dipinto: l’impostazione della figura ed i colori rimandano alla bellissima “Madonna del Roseto” di Bernardino Luini conservata nella Pinacoteca di Brera.

Il Furioso futuro

«Ci auguriamo che “le audaci imprese” dell’Orlando Furioso in Valtellina possano proseguire con lo stesso spirito di condivisione – conclude -, sia con i soggetti già coinvolti che con quelli con cui sono stati avviati i contatti e le collaborazioni in Provincia di Sondrio e altrove: le città di Ferrara, Reggio Emilia, i luoghi dell’Ariosto e della sua opera, e Venezia dove vennero stampate le più famosi edizioni del Furioso, legata storicamente alla Valtellina per i ricchi commerci attraverso i passi orobici.
Ricordo ancora che il sindaco Massimo Cacciari ha riconosciuto all’associazione Bradamante la disponibilità a concedere il patrocinio della Città di Venezia per le iniziative che dovessero svolgersi nel suo territorio.
Inoltre sono di imminente pubblicazione gli atti del convegno di Pisa e un volume sul punto degli studi internazionali circa l’Ariosto e le arti edito dal Museo del Louvre, nei quali sarà trattato il caso dei tre affreschi valtellinesi».


di Clara Castoldi

Ritorna alla pagina precedente
Abriga.it nasce come portale della cultura, delle tradizioni, delle bellezze paesaggistiche del territorio di Aprica.
Nelle pagine si potrà trovare tutto ciò che ha attinenza con la nostra storia, ma anche con l'attualità.
Pagina creata in: 0.002 sec
Tutto il materiale in questo sito è © 2004-2020 di Abriga.it C.F. 92022100140 Informativa legale

All rights reserved