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Giornata in Valchiavenna

Escursione da compiere in giornata alla scoperta di qualche angolo incantevole della Valchiavenna, in compagnia della famiglia (dei figli anche piccoli) o degli amici.

Partendo da Aprica, ci si impiega circa un’ora e mezza per arrivare a Chiavenna e il consiglio è di raggiungere subito palazzo Vertemate-Franchi a Piuro, che è aperto dalle 10 alle 12 e poi, al pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30 (ma noi per il pomeriggio abbiamo tutt’altre idee…).
A Prosto si stacca dalla statale una strada per la frazione di Cortinaccio dove le case (fra queste un laboratorio artigianale dei biscotìn de Prost, una vera delizia per il palato, anche se molto calorici) si raccolgono intorno al palazzo cinquecentesco dei Vertemati-Franchi.
L’interno si può visitare solo con la guida, ma ne vale la pena.
Eretto nella seconda metà del XVI secolo dai fratelli Guglielmo e Luigi Vertemate Franchi, è l'unico edificio della proprietà che si è salvato dalla frana del 1618 che sommerse il paese con molti dei suoi abitanti.
Un dipinto impressionante di ciò che la frana travolse si trova al terzo piano del palazzo e per vedere il prima e il dopo ci si può sedere tranquillamente sulle panche collocate per la visita.

L’edificio – che era quello deputato a residenza agricola della famiglia – è sobrio all’esterno, con un bellissimo giardino all’italiana, mentre l’interno è ricco e sfarzoso, seppure non tutti i mobili presenti siano originali.

La sale sono splendide, arricchite di affreschi, di soffitti a cassettoni con intarsi diversi (all’ultimo piano il cembro ha una profondità di un metro quasi) e di stue.
Particolarmente bella la camera da letto in stile napoleonico, il salone dello zodiaco con affreschi a carattere mitologico, ispirati alle “Metamorfosi” di Ovidio.
Curiosa per l’aneddoto che la guida ci racconta la camera del vescovo, l’unica con una botola sul soffitto perché, si racconta, che dolci donzelle venissero fatte calare dall’alto per tenere compagnia al religioso.

Annesso all’elegante palazzo signorile i rustici legati alla conduzione del fondo agricolo circostante: la casa del custode, il torchio, la cantina, le stalle, la ghiacciaia.

Merita anche un giro la parte “bassa” del paese dove si trova la chiesa dedicata all’Assunta e – particolarmente interessante – il palazzo dell’ospedale, con robusti pilastri in pietra ollare e finestre ornate da vivaci cornici dipinte.
Nei pressi funziona anche un’officina artigianale per la tornitura della pietra ollare, dove l’artigiano artista Lucchinetti ha esposto all’esterno, sulle rive della Mera, dei simpatici “spiritelli danzanti” realizzati con la pietra.

Proseguiamo il nostro tour fermandoci ad Aurogo, un aggregato le cui case si spargono tra i castagneti del dosso, per visitare la chiesa di S. Martino.
E’ antichissima, risalente probabilmente all’anno mille.
Ad attirare l’attenzione del visitatore è il campanile snello, in pietra a vista, che da lontano richiama per la sua semplice bellezza.
Rilassante fermarsi anche nel piazzale di fianco al tempietto, lambito dalla Mera e dal torrente Orgina.

Siamo ormai arrivati all’ora di pranzo e ne approfittiamo per un pic nic nel parco delle cascate dell’Acqua Fraggia.
A discapito delle denunce sulla sporcizia dell’area, noi la troviamo pulita, ordinata e relativamente poco affollata per una gita agostana.
Le cascate, che già dalla strada si impongono con i loro salti, da vicino sono entusiasmanti.
Etimologicamente si chiamano così dal latino “fracta” (da frango), perché l’acqua precipita in più “spaccature”.
Andarci vicino è un toccasana in estate, con gli spruzzi che ti rinfrescano viso e corpo.
Prendere il sole a ridosso è piacevole, come pure bagnarsi nel torrente che sotto si forma.

Nel pomeriggio si fa una capatina a Villa di Chiavenna, l’ultimo comune della Bregaglia italiana.
Passandoci non si direbbe quanto sia interessante camminare nei suoi viottoli recentemente sistemati, dove alcune case (per la verità non tutte) sono state ristrutturate con cura e rispetto.

Dai paesi si passa ad una cittadina che ha cambiato volto negli ultimi anni: Chiavenna.
Una visita alle sue chiese, a palazzo Pestalozzi, con una sosta (per shopping) in via Dolzino (rimando per qualche info al sito del comune che suddivide la visita per itinerari che abbiamo seguito: http://www.comune.chiavenna.so.it/home.jsp?idrub=-59).

Naturalmente i tesori conservati in Valchiavenna sono davvero tanti e altri, ma per oggi ci accontentiamo di averne scoperti un po’.
Con il pensiero di un ritorno…


di Clara Castoldi

La cascata dell'acqua fraggia (foto di Alessandro Corvi)
Spiritelli danzanti (foto di Alessandro Corvi)
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