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Le atmosfere di Angela Martinelli

È una delle poche artiste valtellinesi che fa dell’arte il proprio mestiere. Si diverte, come dice lei, a «giocare con i colori». Ci mette la passione, che è quella che muove tutto, ma anche la capacità e la professionalità derivante dagli studi all’Accademia delle Belle Arti “Aldo Galli” di Como, dove si è specializzata sia in pittura sia in restauro. Se aggiungiamo anche che non è una grande dormigliona e che, già alla mattina presto, è in piena creatività abbiamo il profilo di Angela Martinelli, classe ’77, artista e restauratrice di Valdidentro. Seppure abiti in una zona sicuramente affascinante, ma non proprio comoda per i collegamenti con il resto del “mondo”, Martinelli è sempre in movimento, fra la Valtellina, Milano, Bergamo, Bologna, Como, Firenze, Parma, Lucca, Forlì e Pisa, tanto per citare alcuni luoghi dove ha esposto. E i progetti in cantiere o in corso sono davvero tanti. Partiamo dal più curioso: Angela parteciperà nel mese di marzo ad “Arte Fiera” a Forlì in un progetto che lega l’arte alla moda. Ideatrice dell’iniziativa è Cecilia Martinelli, pisana, che nonostante l’omonimia del cognome non aveva alcun rapporto famigliare né di conoscenza con Angela fino ad ora. «Cecilia è un’artista e stilista – spiega Angela -. Ci siamo conosciute ad una mostra in cui esponevamo entrambe. Lei è rimasta colpita dai miei lavori e mi ha proposto una collaborazione. A Forlì proporrà una sfilata di abiti sui quali saranno dipinti i soggetti o particolari di alcuni miei quadri». Cecilia dipingerà a mano gli inserti prendendo spunto da alcuni dettagli di opere di Angela del ciclo “Atmosfere” o di altre dove il soggetto è più evidente. «In “Atmosfere” ci sono frammenti di ricordi – spiega Martinelli -, le macchie di colore sono costruite con una valenza e una forma specifiche, sono pezzi di un puzzle che rimanda al mio vissuto personale». Un’esperienza entusiasmante e diversa per l’artista dell’Alta Valle che ha avuto il piacere di essere stata inserita, per la quarta volta tra l’altro, nel “Catalogo dell’arte moderna, gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi”, n. 47 48 49 50 editoriale Giorgio Mondadori (che quest’anno compie cinquant’anni e, dunque, si presenta con copertina dorata) che raccoglie i nomi degli artisti dal primo del Novecento ad oggi. «In vista di Forlì – aggiunge - sto preparando anche dei nuovi lavori in aggiunta ad alcuni del passato, in modo che siano evidenti la storia che ci sta dietro e il percorso emozionale che seguo». D’altra parte comunicano un sentimento di tranquillità e di pace le “Atmosfere” di Martinelli. Che sia merito anche del miele? L’artista valtellinese, infatti, realizza queste piccole opere su carta, in formato A4, con materiali naturali e utilizza come legante il miele, che dice essere ottimo per questa funzione. I pigmenti usati sono le spezie come il curry, il caffè, il tè che ben si prestano a creare velature e trasparenze di grande fascino. Alla fine, come fissativo, il miele che, con l’aggiunta di acqua calda, dà per l’appunto un effetto mielato. E sono sempre le “Atmosfere” che il pubblico milanese ha potuto conoscere nelle scorse settimane alla prima mostra dell’anno di Angela che ha esposto per Jelmoni Studio Gallery di Milano, all’oratorio della Passione vicino alla Basilica di Sant’Ambrogio, in una collettiva con altri 16 artisti. La ricerca creativa di Angela è volta all’analisi emozionale che restituisce frammenti carichi di ricordi; forme classiche e composizioni astratte dialogano tra loro poeticamente. Frammenti di memorie, dettagli sospesi nel tempo e nello spazio e immersi in sfumature di luce caratterizzano le sue opere, che suggeriscono atmosfere intime e sognanti. Forme classiche si intersecano a sculture in carta ed ermetici paesaggi dipinti, il tutto rielaborato attraverso tecniche espressive personali che hanno radici nella classicità della storia dell’arte. Altro impegno per l’artista dell’Alta Valle è quello per l’Accademia di Santa Sara ad Alessandria che ha realizzato un dizionario dell’arte contemporanea e ha chiesto a Martinelli i suoi lavori per la copertina e la quarta di copertina del dizionario. E poi ci saranno mostre a Firenze nei prossimi mesi. Insomma sempre in giro per l’Italia, con la Valtellina nel cuore però. «Qualche volta mi chiedono: “Ma come fai a dipingere questi colori? Ce li ho dentro. Io vado in giro e mi piace, ma poi devo tornare alle mie montagne e nel mio nido per stare bene e produrre».

di Clara Castoldi

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