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Le schede del sentiero dei terrazzamenti

Camminare tra pietre allineate, filari accuditi da mani operose. Il territorio addomesticato del versante retico della Valtellina, con i segni dell’abitare sempre misurati con la presenza potente della montagna: la quotidianità del lavoro, la struttura della famiglia, l’incontro nella comunità. Le vigne si presentano esposte a sud, ricavate terrazzando il fianco roccioso e ripidissimo del monte con muri a secco. È proprio la presenza della roccia viva, che circonda i piccoli ripiani così ricavati, che moltiplica l’apporto di calore solare. Il vivere in questo contesto diventa segno, oggi riconoscibile come traccia di identità storica. Campanili svettano su dossi trapuntati di filari, accanto a una torre. Dimore addossate formano la trama dell’abitato rurale, dove trovano spazio torchi e mulini. Nei centri spiccano, per pregio artistico e rilievo simbolico, i palazzi delle famiglie eminenti. Lungo il versante corre il tracciato di antiche vie, che talora incontrano incisioni rupestri lasciate dai primi abitatori in età preistorica. Ma sono numerose anche le tracce della storia più prossima, come le centrali idroelettriche e i musei, che si offrono al visitatore, sono scrigni di testimonianze e di percorsi interpretativi possibili. Lungo “La Via dei Terrazzamenti” chi cammina è immerso nelle tracce di una storia che viene da lontano, ed è invitato alla loro riscoperta. Una riscoperta che avviene camminando certo, ma che è supportata da uno strumento culturale molto utile: le schede culturali che si trovano sul sito www.distrettoculturalevaltellina.it e che accompagnano e arricchiscono il percorso del visitatore. Nel 2012 è stata sottoscritta una convenzione tra il soggetto attuatore del Distretto culturale di Valtellina - Fondazione di Sviluppo locale - e due tra le associazioni culturali più rappresentative del territorio: Società Storica Valtellinese e Associazione culturale “Ad Fontes”. Queste ultime, in collaborazione con il Museo Valtellinese di storia e arte di Sondrio, hanno redatto 63 schede di studio e di valorizzazione (le ultime, quelle di Tirano, sono state presentate alcune settimane fa): protagonista di questo lavoro è stata per l’appunto “La Via dei Terrazzamenti”. «In questo progetto sono stati coinvolti oltre quaranta autori, sia per la produzione dei testi sia per la loro illustrazione – si legge sul sito del distretto culturale -: nomi affermati insieme a giovani alle prime esperienze, figure locali e studiosi provenienti da altri contesti geografici. Insieme è stata costituita una squadra di lavoro inedita e inusuale, dal profilo culturale interdisciplinare. Le schede presentate, suddivise per mandamento, costituiscono un insieme di suggestioni per una prima traccia di lettura. Sono i primi fili di un ordito - che pure può contare su una gloriosa tradizione di studi - per la tessitura di una tela aperta a nuovi apporti e a sempre nuove scoperte». Si tratta di un progetto unico nel suo genere che propone una lettura approfondita della Via dei Terrazzamenti, il percorso ciclopedonale tra Morbegno a Tirano sulla mezza costa retica, che, dopo l’inaugurazione del tratto fra Berbenno e Chiuro, nell’autunno del 2013, vedrà il suo completamento nella primavera del 2015 Consultando il sito www.distrettoculturalevaltellina.it si possono leggere e scaricare le schede che aiutano durante la visita. Quattro i link che l’internauta incontra. Nel primo ci sono letture prima di iniziare il percorso su viabilità e insediamenti sul versante retico valtellinese, su tipologia e tempi delle denominazioni delle uve e dei vini. Poi ci sono le tre parti dedicate ai mandamenti di Morbegno, Sondrio e Tirano. Per Morbegno – citiamo qualche esempio – gli studi vertono sulla chiesa della Beata Vergine Assunta, sulla chiesa di Santa Croce, sul trittico della Maddalena di Buglio. Salendo verso Sondrio ecco la “Cüna del Bàu” a Berbenno, le corti rurali di Polaggia, la chiesa di San Colombano a Postalesio, il Santuario della Sassella. Il tour virtuale prosegue con la via dei palazzi a Sondrio, uno sguardo alla Valmalenco, poi la chiesa di San Fedele di Poggi, la Santa Casa di Tresivio, la chiesa di San Maurizio di Ponte. Si sale a Teglio al museo aperto del Dòs de la fórca, nelle chiese e palazzi, per scendere a Villa, alla basilica della Madonna e alla chiesa di Santa Perpetua. Duplice l’obiettivo: da una parte suscitare una sempre maggiore consapevolezza nella popolazione locale, valorizzando beni artistici e architettonici poco noti, dall’altra avanzare una proposta turistica alternativa, con contenuti di qualità, per accrescere l’appeal del territorio. Se la Via dei Terrazzamenti è ora nota, merita che venga conosciuto anche il lavoro culturale che l’ha accompagnata.

di Clara Castoldi

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